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Si prendeva gioco di tutti Vitalie Tonjoc, il ladro di origine moldava ucciso negli scorsi giorni dal Fredy Pacini dopo un tentativo di furto. “Sono in Italia per rubare” infatti aveva risposto qualche tempo fa ai poliziotti che lo avevano fermato, poi costretti a rimetterlo in libertà poco dopo. Su di lui però pendeva un ordine di cattura: doveva scontare una condanna di 2 anni e 8 mesi per furto di biciclette a Sondrio

Vitalie – racconta Leggo – rubava bici di valore per rivenderle in Moldavia, e per farla franca usava sul passaporto il cognome della moglie. Si tratta di uno stratagemma già noto alle forze dell’ordine. L’uomo aveva moltissimi precedenti racconta ancora il quotidiano: ricettazioni, lesioni personali, danneggiamenti, furti in case e garage e tanto altro.

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E’ obbligo far notare, a questo punto, che se la giustizia italiana avesse funzionato a dovere, oggi avremo un uomo vivo in più ed un lavoratore impegnato nella propria azienda anzichè nei tribunali per difendersi da eventuali accuse

Il gommista come noto dormiva in azienda da 4 anni, dopo decine di furti subìti e non ha avuto remore a sparare duramente provato dalla frustrazione. Secondo i suoi legali, il moldavo sarebbe stato ucciso da un proiettile rimbalzato in modo strano: dall’esame balistico emergerà la verità definitiva.

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