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Grande partecipazione al presidio nazionale a Roma indetto dai sindacati. Le richieste: riconoscimento del ruolo e dei diritti per gli oltre 60mila operatori, a partire dall’equo indennizzo e dalla causa di servizio

Montecitorio invasa dalla Polizia locale. Muniti di bandiere, fischietti e pettorine di ordinanza, operatori di Polizia locale, da quella provinciale a quella municipale, provenienti da tutta Italia, hanno manifestato oggi a Roma, davanti alla Camera, dietro le parole ‘Ora basta, tutti in piazza!’. Sono scesi in piazza – in occasione dell’iniziativa promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – per rivendicare dignità e rispetto, ovvero “il riconoscimento del lavoro che, ogni giorno, la Polizia locale svolge a favore dei cittadini su tutto il territorio, dai più piccoli comuni alle grandi città”. FOTO

locale milanoGli operatori lamentano un grave ritardo, sia sul versante normativo che strettamente contrattuale. La legge, infatti, che regola il lavoro degli oltre 60 mila lavoratrici e lavoratori della Polizia locale, ha esattamente trent’anni (la 65 del 1986). Un impianto, come è stato denunciato oggi, non aderente alle nuove e stringenti necessità di sicurezza e di tutela del territorio. Così come non è adeguato rispetto alle tante attività che la Polizia locale svolge: non solo, quindi, quella più comunemente nota, come il lavoro di polizia stradale, ma anche il complesso di attività amministrative e urbane, i controlli in materia di edilizia e ambiente. Il tutto per arrivare al lavoro di polizia commerciale, antiabusivismo e giudiziaria, passando per l’insieme delle attività strategiche per il buon funzionamento della città.

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