Morto un gatto, i proprietari gli avevano disinfettato le zampe con la candeggina

A Crema un gatto è morto intossicato dalla candeggina usata per la pulizia delle zampe.

Una decisione presa dai proprietari come forma di tutela contro il coronavirus.

Purtroppo il micio è caduto vittima della disinformazione nata durante un programma televisivo e poi rimbalzata sui social. E quel gatto non è un caso isolato fra i felini, mentre alcuni cani si sono trovati con le zampe ustionate.

“I cani e gli animali d’affezione in generale non trasmettono il coronavirus” lo ha detto l’Istituto Superiore di Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e lo dicono i ricercatori di tutto il mondo. Allo stato attuale i quattrozampe sono piuttosto “vittime”, ossia sono stati registrati dei casi di contaminazione trasmessa dall’uomo all’animale.

Dunque, spiega il Secolo XIX, non esistono evidenze scientifiche che cani e gatti trasmettano il coronavirus all’uomo, ma, come qualunque elemento inanimato, dal cellulare alla pantofola, se vengono in contatto con il virus possono diventare veicoli inattivi.

Per questo è bene prendere delle precauzioni che il Ministero della Salute spiega così: “Al ritorno dalle passeggiate, per proteggere il nostro amico è opportuno provvedere alla sua igiene, pulire soprattutto le zampe evitando prodotti aggressivi e quelli a base alcolica che possono indurre fenomeni irritativi, provocando prurito e usando invece prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro). Per il mantello si consiglia di spazzolarlo e poi passare un panno umido”.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche