Genitori si recano a scuola su tutte le furie, i loro figli bocciati. Devono intervenire i Carabinieri

Un po’ in tutta Italia in queste ore stiamo raccontando episodi folli.
Violenze sui ragazzi, minacce dei genitori ai docenti. Siamo sicuri che i problemi siano i giovani? E questi giovani da chi sono stati cresciuti?
Siamo sicuri che la colpa sia sempre e solo della scuola? Degli insegnanti? Noi? Nessuna responsabilità?

Non ammessi all’esame di terza media, questo l’esito per ben sette alunni di una classe. Esito che a molti genitori non è andato giù e provocando le loro ire.

I genitori infatti, davanti all’impietoso risultato hanno dato in escandescenza costringendo i presenti – dirigente scolastico e docenti – a chiamare i Carabinieri

Lecce – L’increscioso episodio si è verificato nel Salento lo scorso giovedì precisamente a Supersano, 4.000 persone appena.

E così, giunti alla fine dell’anno scolastico, le famiglie dei ragazzi (al più di 12 e 13 anni) che frequentavano l’istituto di via Minniti, si sono ritrovati la sorpresa.

Sul posto è immediatamente giunto l’equipaggio dei Carabinieri della locale stazione.

I militari sono riusciti a scongiurare la rissa, riportando la calma nel plesso scolastico. “Sa – ha riflettuto poi proprio uno dei carabinieri più anziani – anche io sono padre e mi domando se questi genitori non abbiano avuto avvisaglie dello scarso rendimento della loro prole, per ritenere di potersi lasciare andare a questo tipo di reazioni. Si può protestare, commentare e confrontarsi, ma sempre nel segno della civiltà e del rispetto”.

Solo ieri invece abbiamo saputo dell’incresciosa vicenda di un ragazzo picchiato dal papà a a causa della bocciatura.

Questo episodio si è invece verificato nel vicentino.

Il giovane, appena 13enne, sarebbe stato riempito di botte alla notizia della bocciatura. Finito per questo in pronto soccorso assieme alla mamma, rimasta anche lei ferita nel tentativo di difenderlo dalla furia del marito.

Un vicentino di una quarantina d’anni ha riempito di botte suo figlio, di 13 anni. Lo ha fatto quando ha saputo che era stato bocciato, e che avrebbe dovuto ripetere la seconda media.

La violenza è avvenuta in casa, lungo la Riviera Berica.

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