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Gesù sostituito con Perù per non turbare altre religioni:  bufera sulla maestra

Siamo alle solite: il Natale, oramai da qualche anno, si trascina sempre dietro una bella scia di polemiche legate alle rappresentazioni messe in atto, spesso, dagli istituti scolastici.

Un giorno il presepe, il giorno dopo una recita

Questa è la volta di Pordenone e l’episodio ci viene raccontato dal Gazzettino

Pare che alla scuola primaria Beato Odorico da Pordenone di Zoppola, il nome Gesù sia stato sostituito con Perù

Il motivo? Per il quotidiano “per non urtare la sensibilità dei bambini stranieri”
In particolare, il nome sarebbe stato sostituito all’interno di una canzone dal titolo

“Minuetto di Natale”, dove -appunto – in un passaggio c’è il nome di Gesù.

L’insegnante, secondo quanto riportato, deve aver pensato ad un bel gesto pensando che in questo modo non avrebbe turbato la sensibilità di chi non appartiene alla religione cristiana

anche se sinceramente ci chiediamo quale turbamento potrebbe mai provocare il nome di Gesù: che si tratti di cristiani, musulmani, induisti o atei.

A questo punto, saputa la situazione alcuni genitori avrebbero chiesto spiegazioni.

Ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca
cantava De Andrè in Bocca di Rosa

Infatti, anche in questo caso, la notizia si è diffusa per passaparola prima e successivamente arrivata al grande pubblico tramite social

Inevitabili a questo punto le reazioni, le critiche, persino gli insulti.
Sentito dagli interessati

la dirigente scolastica sostiene che non sapeva nulla dell’iniziativa della maestra e ieri ha richiamato verbalmente la docente. Da parte sua l’insegnante si è detta “dispiaciuta” promettendo che un fatto simile non si sarebbe più ripetuto.

 

Chiusa li?

No. Perchè una vicenda pur così circoscritta al locale, ha suscitato reazioni fino alla politica nazionale

“Roba da matti: ormai il politicamente corretto ha superato ogni limite di decenza – ha commentato il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – ed è diventato grottesco e ridicolo”.

Ma anche Debora Serracchiani non ha tardato: “La tolleranza e l’apertura verso tutte le culture e le religioni è un patrimonio storico del Friuli Venezia Giulia – osserva – ma va posta molta attenzione in tutti quegli atti che potrebbero apparire come una censura delle tradizioni cristiane”.

Per cui, ha proseguito “appaiono quantomeno fuori luogo iniziative che tendono ad auto sopprimere espressioni tradizionali. La laicità delle istituzioni deve anche difenderci da ogni forma di eccesso di zelo”.

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