Getta acqua bollente sul muso del cane dell’amica e poi lo mette in congelatore: “Non mi piaceva”

Getta acqua bollente sul muso del cane dell’amica e poi lo mette in congelatore: “Non mi piaceva”

Orrore in Louisiana, dove un giovane, Samuel Smith, è stato accusato di violenza sugli animali

Samuel, secondo le fonti locali, avrebbe torturato un cane indifeso, uno Yorkshire terrier di proprietà di una sua amica.

La donna, scoperte le atrocità, lo ha denunciato alle autorità locali

Il giovane avrebbe infatti prima utilizzato acqua bollente sul povero animale, per poi metterlo nel congelatore.

Il povero yorkshire di appena due anni è sopravvissuto, ma ha riportato gravi ustioni e ferite al muso. Una parte del manto è stato divelto dal calore dell’acqua prima e dal freddo poi.

L’animale presenta numerose ustioni, facendo persino fatica a tenere gli occhi aperti.

 

La padrona, scrive il quotidiano Leggo, aveva lasciato il suo cane in custodia all’amico’, il quale si sarebbe giustificato dicendo di essersi procurato autonomamente le ferite, perchè scappatogli di mano e fuggito via per qualche ora.

La padrona però dopo un’ispezione ha trovato sangue e pelo del cane nel congelatore ha chiamato la polizia ed è scattata la denuncia.

Il ragazzo si è giustificando dicendo che non gli piaceva l’animale ed è stato spinto da un attacco di ira nei suoi confronti.

Ora il cagnolino è in cura ma potrebbe riportare danni permanenti agli occhi.

Non è la prima volta che vengono segnalate atrocità di questo genere. Dai gatti e i cani torturati in Italia, spesso randaci, a quelli presi a fucilate.

E ancora, un povero cucciolo, qualche giorno fa, bagnato e lasciato congelare in una cittadina russa.

 

 

E che dire di Palla? Cucciola di pitbull diventata star dei social network. Affamatissima, nel Gennaio 2016 a Terralba, provincia di Oristano, aveva cercato conforto in un po’ di mangime per galline.

E per questo un gentile ortolano l’aveva appesa a un laccio e lasciata lì a morire agonizzante.

Quando l’hanno ritrovata sembrava un maialino per quanto era gonfia, poverina.

Ora è un simbolo dei cani randagi maltrattati e della tenacia di certi veterinari.

 

 

Ci auguriamo che ogni animale possa sempre trovare il suo salvatore, come capitato pochi giorni fa ad alcuni cuccioli tratti in salvo dalla Polizia di Stato italiana

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