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“Ci mancherai tanto papà”. Strazianti le parole dei figli Marino e Lucia al termine della funzione religiosa che, ieri pomeriggio a Villa Sant’Antonio, ha visto davvero tantissime persone riempire la chiesa di Sant’Antonio da Padova e lo spazio esterno per dare il loro ultimo saluto a Giacomo Caldarola. Lo racconta il sito poliziapenitenziaria.it

Il 48enne venuto a mancare venerdì a seguito di un infarto fulminante che lo ha colpito sul terreno di gioco di Piattoni, proprio al termine di una partita di calcio tra i giovanissimi dell’Asd Santa Maria Truentina, squadra che lui allenava, e i pari età dell’Atletico Azzurra Colli.

“È enorme il vuoto che ci hai lasciato. Ci mancheranno i tuoi sorrisi, ci mancherà la tua presenza, ci mancherà la tua passione per il calcio e i lunghi abbracci forti che per ore ci davi. Adesso che non ci sarai più e sei volato lassù salutaci i nonni e proteggici dall’alto”.

A distanza di qualche giorno la comunità lamense è ancora scossa e molti non si capacitano di quanto accaduto. Giacomo era persona molto attiva a Castel di Lama, amata e conosciuta da tutti che nel corso delle ultime elezioni comunali si era candidato nella lista del candidato sindaco Sandra Sprecacè. Tante le testimonianze di affetto e di vicinanza alla famiglia e a sua moglie Angela in un momento così doloroso.

“Ringrazio tutte le società e le squadre che in questi giorni ci hanno fatto sentire la propria vicinanza – don Luigi Nardi, presidente dell’asd Santa Maria Truentina -. Giacomo ci ha lasciato su un campo da calcio, proprio quel campo da calcio che lui amava tanto. Era una persona unica, simpatica, metteva gioia in ogni ambiente che frequentava.

 

 

Lo voglio ringraziare a nome della nostra società per le tante esperienze condivise insieme, per le vittorie e le sconfitte. Quello che spero è che la sua scomparsa aiuti ad unire, e non dividere il nostro territorio. Sarebbe bello vedere uniti i nostri ragazzi, dai tre fino ai cinquant’anni, che come lui condividono l’amore e la passione per il calcio”.

Ad accompagnare il feretro all’ingresso e all’uscita della chiesa una rappresentanza della Polizia Penitenziaria, corpo nel quale Giacomo da molti anni lavorava presso il carcere di Marino del Tronto come assistente capo.

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