Condividi

Tornando ai fatti di agosto – prosegue – la mia situazione attuale è che ancora oggi, dopo più di 4 mesi, non sono guarito dalle ustioni riportate sul corpo e purtroppo ancora in convalescenza ed in cura presso il reparto di chirurgia plastica e ustioni dell’ospedale Perrino di Brindisi. Mi sento rammaricato per essere stato escluso in qualche modo dall’abbraccio fisico dell’Italia che lei rappresenta, poiché credo di averlo meritato anch’io col mio operato, il giorno di quell’incidente, verificatosi sul tratto autostradale di mia competenza”.

Quel giorno, bloccando l’autostrada, richiedendo celermente l’intervento dei vigili del fuoco e facendo indietreggiare decine e decine di automezzi “ho fatto sì che molte persone si salvassero dall’imminente probabile tragedia che si sarebbe potuta verificare senza il nostro intervento. Per questo motivo mi sono ritrovato a poche decine di metri dal luogo dell’esplosione. Mi auguro, al di là di forma e ruoli, che Lei possa vedere in me e in queste righe, un giovane pieno di sogni, un nipote forse pedante ma certo bisognoso della pacca sulla spalla di chi è esempio e strada maestra nella vita. E mi auguro che possa suscitare interesse la mia situazione, poiché non ho vergogna ad affermare di avere bisogno dell’aiuto da parte delle Istituzioni in questo momento di difficoltà, da ragazzo umile ma orgoglioso di indossare la Divisa e servire la Patria. So che non mi lascerà solo – conclude – e attendo quella pacca sulla spalla. Nei tempi e nelle forme che riterrà. Noi, tutti noi italiani crediamo in Lei.”

Articolo precedenteTorino, quattordicenne si butta da un ponte e muore sul colpo
Prossimo articoloAmbulanza a pagamento per chi si "sballa". La provocazione lanciata da ‘Nessuno tocchi Ippocrate’