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Ha usato la bandiera italiana come uno straccio, il tutto per lucidare una targa (quella a memoria di Lea Garofalo, vittima di ‘ndrangheta), protagonista di un video che sta facendo il giro delle bacheche social in queste ore è il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, quota PD.

L’episodio si è verificato in occasione dell’inaugurazione di un giardino e la sua intitolazione proprio alla vittima di ‘ndrangheta Lea Garofalo, davanti a numerosissimi cittadini presenti nel quartiere per quella occasione

 

 

L’episodio ha iniziato a dilagare in particolar modo dopo l’intervento di un noto volto italiano, un soldato con la maiuscola, patriota italiano Gianfranco Paglia, uno tra i 22 italiani rimasti feriti a Mogadiscio nell’oramai lontano 1993, in quella che viene ricordata , tristemente, come “battaglia del Pastificio“, che conterà anche 3 caduti (Andrea Millevoi, Sottotenente del reggimento Lancieri di Montebello, Stefano Paolicchi, Sergente Maggiore del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, Pasquale Baccaro, Caporale di leva al 186º Reggimento paracadutisti “Folgore”)

Gianfranco Paglia faceva parte del 186esimo reggimento paracadutisti Folgore: quelle ferite lo legheranno ad una sedia a rotelle per il resto della vita. Paglia, che per quel tricolore ha rischiato la vita ed ha perso dei commilitoni, proprio non ci sta: “Non entro nel merito del colore politico di appartenenza perchè non mi interessa. Nè entro nelle polemiche politiche che da giorni leggiamo su tutta la stampa, perchè non mi compete. Ma, c’è un ma e come appartenente delle Forze armate sento la necessità di intervenire e rinnegare da cittadino italiano il gesto del Sindaco Gori.

 

 

Ripeto, non mi interessa la querelle politica. Per quel giuramento prestato, molti uomini e donne hanno sacrificato la Vita rientrando in Patria avvolti dal Tricolore. Per quel giuramento, uomini e donne ogni giorno garantiscono la sicurezza e difendono il nostro Paese. Per quel giuramento molti continuano ad indossare orgogliosi l’Uniforme pur avendo subito invalidità permanenti. Quella Bandiera merita rispetto per ciò che rappresenta. È la nostra identità, la nostra storia. Va baciata, non offesa, non la si usa per lucidare una targa!”

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