Le commoventi parole della figlia del poliziotto di scorta di Conte: “non ti sentivo dalla festa del papà…”

“L’ultima volta che ti ho visto, è stato il 6 marzo. L’ultima volta che ti ho sentito è stato il 19 marzo, il giorno del tuo ricovero (bella festa del papà, vero?)”

“Da quel giorno, anche se eri intubato e incosciente, ogni giorno ti ho mandato uno o più messaggi per incitarti a non mollare, a non abbandonarci, a combattere sto cazzo di virus. Da stamattina, mi rendo conto che quei messaggi non li leggerai mai.

Ma sicuramente saranno arrivati direttamente al tuo cuore perché si sa, un rapporto Padre-Figlia non se ne andrà mai, soprattutto dopo aver condiviso tante cose, passioni, momenti. Addio papà. Sono stata orgogliosa di averti avuto come padre”.

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“Un giorno racconterò la tua storia. La storia di un eroe. La storia di un padre meraviglioso e un poliziotto esemplare. Dammi solo il tempo di tornare lucida ed uscire da questo mare di lacrime e dolore… Ci vorrà un po’, ma ce la faremo. Stacci vicino papà, stacci vicino te ne prego. Mancherai come non so cosa. Sarai la stella più lucente lassù, insieme a nonno”.

Sono queste le toccanti parole della figlia di Giorgio Guastamacchia, il poliziotto che lavorava nella scorta del premier Giuseppe Conte, pubblicate dal sito Il Riformista.

La ragazza ha poi ringraziato il premier “per le belle parole verso mio padre, e per avermi chiamata facendomi le condoglianze personalmente! Lei sa, cosa deve fare”

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