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Il presidente emerito Giorgio Napolitano fa deboli progressi, secondo l’ultimo bollettino, respira da solo, tutto sta andando bene.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è recato stamane all’ospedale San Camillo per salutare il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Ho incontrato il figlio dell’ex capo dello Stato, Giulio, e i medici curanti per informarsi delle condizioni di salute del presidente emerito. Più tardi ha twittato “Il 25 aprile fu il giorno del riscatto dell’Italia. E’ dovere di tutti ricordare chi ha combattuto per la nostra libertà contro gli orrori della dittatura. Un pensiero speciale oggi a Giorgio #Napolitano, protagonista della Repubblica. Forza Presidente!”.

A recarsi in visita da Napolitano anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il presidenrte della Repubblica non ha rilasciato dichiarazioni all’uscita dall’ospedale

Numerosi gli auguri di pronta guarigione per Napolitano. Tra questi quelli del reggente del Pd Maurizio Martina: “Siamo in ansia. Aspettiamo notizie. Abbracciamo il presidente Napolitano e i suoi famigliari. In questa giornata il nostro pensiero va a lui”. La ministra della istruzione Valeria Fedeli: “Un grande abbraccio a Giorgio Napolitano e sinceri auguri di pronta guarigione. Forza presidente!”

Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è recata anch’essa questa mattina all’ospedale San Camillo di Roma. Il Presidente Casellati, incontrando il figlio Giulio, il Prof. Musumeci e la sua equipe, si è informata sulle condizioni di salute del Presidente Napolitano e sul decorso post operatorio. Il Presidente del Senato ha formulato gli auguri più affettuosi di una pronta guarigione. Il presidente della Camera Roberto Fico in un messaggio scrive: “Al presidente emerito Giorgio Napolitano vanno i miei più sentiti auguri di pronta guarigione. Lo aspettiamo presto in Parlamento”.

“Ora dorme e verrà trasferito in terapia intensiva – continua lo specialista in diretta tv -. Ovviamente, riporta l’Ansa, i suoi 93 anni conteranno sul tempo di recupero, ma la sua grande tempra lo aiuterà”. “E’ arrivato cosciente in sala operatoria – racconta ancora il dottor Musumeci – e gli ho spiegato come si sarebbe svolto l’intervento, prima di addormentarlo. Era lucido, sveglio e ci ha incoraggiati”. “Ora aspetteremo domattina per svegliarlo e vedere come va”, conclude il chirurgo.

Napolitano è stato colto da un malore nel tardo pomeriggio di ieri: ha accusato un forte dolore al petto mentre si trovava nella sua abitazione romana. Immediata la decisione del ricovero. L’ex capo dello Stato è stato trasferito al San Camillo dove, con una procedura d’urgenza, dopo le necessarie analisi, e’ stato portato in sala operatoria per effettuare una resezione parziale dell’aorta. Un intervento lungo e delicato in considerazione anche dell’età del paziente.

Napolitano viene definito l’uomo delle riforme a tutti i costi. Sempre accompagnato con discrezione dalla moglie Clio, ha iniziato il suo primo settennato gioendo per la vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio di Berlino, nel luglio 2006, e ha concluso i quasi due anni del secondo mandato con qualche rimpianto per non essere riuscito a vedere del tutto compiuti quei cambiamenti istituzionali per i quali tanto si è speso.

Ma soprattutto “re Giorgio” ha dovuto affrontare quello che in molti considerano il periodo più buio degli ultimi 50 anni, navigando a vista tra gli scogli di una durissima crisi economica. E lo ha fatto con una convinzione incrollabile: che l’Italia avesse bisogno di stabilità politica. In nome di questo principio ha cercato sempre di evitare scioglimenti anticipati della legislatura. Certamente il momento peggiore – che ha coniugato amarezza personale e preoccupazione istituzionale – è stato il suo coinvolgimento indiretto nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia con la eccezionale deposizione alla Corte di Palermo salita in trasferta al Quirinale.

Quella di Napolitano non e’ stata infatti una presidenza leggera, ne’ facile.
Ma puo’ rivendicare di aver mantenuto l’impegno preso il 15 maggio del 2006 quando da neo-presidente promise solennemente davanti alle Camere che non sarebbe mai stato il capo dello Stato della maggioranza che lo aveva eletto, ma che avrebbe sempre guardato all’interesse generale del Paese. L’ultimo importante intervento pubblico è stato per presiedere i lavori dell’Aula del Senato, il 23 e il 24 marzo scorsi, in quanto senatore più anziano, per l’elezione del nuovo presidente di Palazzo Madama. Sempre attento e lucido osservatore della situazione politica, Napolitano compirà 93 il prossimo 29 giugno. Ora una nuova sfida, con l’intervento nella notte dopo il malore che ha fatto anche temere il peggio.

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