Giovanna Melandri e quel retweet choc: ecco a chi vuole togliere il diritto di voto

Se è vero che i retweet sono come le condivisioni su facebook, significa che chiunque condivida un contenuto ne sposa le tesi. E’ una condivisione a tutto tondo.
Giovanna Melandri, ex ministro del governo D’Alema, ha quindi retwettato un post di un utente. Significa che quel post è come se l’avesse scritto lei. “Invece di vietare il voto alla gente nei primi 18 anni di vita, perché non negli ultimi 18?”.
Chiaro il riferimento al Brexit, in cui i “vecchi” hanno deciso al posto dei giovani. Dicono. In cui le nuove generazioni si sono viste “stuprare” il futuro dagli anziani che hanno deciso al posto loro,. Dicono.
Giovanna Melandri, però, prima di ritweettare un post di per sé grave che propone di togliere il diritto di voto agli anziani, avrebbe dovuto considerare alcuni dati. Glieli suggeriamo noi.

Il primo dato è che solo il 36% dei giovani tra i 18 e i 24 anni si è recato alle urne per andare a votare al referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Ue. Dunque non è vero che quella fascia d’età era per la stragrande maggioranza favorevole al Remain. E’ più corretto dire che fosse perlopiù indifferente e ha preferito lasciare la decisione agli anziani. L’affluenza di gran lunga più bassa è infatti quella della fascia d’età tanto presa in considerazione in queste ore: 18-24 anni.

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Il secondo dato è quello sulle implicazioni che un tale provvedimento così “democratico” in Italia.
Il Pd di Giovanna Melandri e il centro-sinistra perderebbero una larga fetta del loro elettorato, come dimostra un sondaggio di Scenari Politici dell’anno scorso. Più della metà degli “anziani” over 50 è orientata a votare centro-sinistra.
Che cosa facciamo, allora, ministro Melandri? Consegniamo il Paese a centrodestra o Movimento 5 Stelle?

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Riccardo Ghezzi

26/6/2016