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Grida di protesta e contestazioni alla lettura della sentenza della Corte d’assise d’appello di Roma che ha ridotto da 14 a 5 anni di reclusione la condanna di Antonio Ciontoli per l’omicidio del 21enne Marco Vannini. Il presidente della Corte Andrea Calabria ha interrotto la lettura del dispositivo e rivolgendosi alla madre della vittima che urlava «vergogna» e agli altri parenti che ironicamente avevano iniziato ad applaudire ha detto: «Se volete farvi una passeggiata a Perugia, ditelo. Questa è un’interruzione di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 340 del Codice penale nonché dell’articolo 343 (oltraggio a un magistrato in udienza, ndr)».

«Commento sarcastico» L’articolo 11 del Codice di procedura penale, infatti, stabilisce che «i procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, sono di competenza del giudice che ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge». Perugia, appunto, per Roma. Secondo l’Huffington Post quello del presidente è stato «un commento sarcastico che, evidentemente, poco si addiceva alla circostanza». La pena si è notevolmente ridotta poiché il reato di omicidio volontario inizialmente contestato all’imputato è stato derubricato in delitto colposo. – di En.Ber. per “Umbria24”

 

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