“Arrivava a lavoro, sempre con quel sorriso li, Peppino amava fare il poliziotto. E io me lo voglio ricordare così…”

Ancora increduli gli amici e i colleghi di Giuseppe Beolchi, il poliziotto caduto nella giornata di ieri durante un turno come tanti, in un servizio come gli altri, un giorno come altri mille ne erano trascorsi prima di quello.

Alla fine, lo pensano un po’ tutti i poliziotti “li sopra potevo esserci io”
E lo pensano un po’ tutte le mogli, i mariti, i figli, i fratelli “li sopra poteva esserci mio papà.. Mia mamma”

Ma incredulo è anche il popolo del web appassionato e sostenitore delle divise, ed è proprio dal web che talvolta emergono i ricordi più belli, toccanti ed appassionanti.

Noi abbiamo deciso, per quanto possibile, di cercare di riportare tra queste pagine, come memoria indelebile, a perenne ricordo, ognuna di queste testimonianze.

Solo ieri i poliziotti Fabio, Domenico, Pier Paolo e Sandro ricordavano sulle pagine del quotidiano locale Il Piacenza, il loro caro collega: “Si faceva in quattro per tutti, aveva davvero un animo gentile e generoso”

(LEGGI anche: “Quando avevi bisogno lui c’era: Beppe era un poliziotto dal cuore immenso”. Il ricordo dei colleghi)

Ma in queste ore, su Facebook, un ricordo ancor più commovente si sta diffondendo. Abbiamo voluto riportarlo integralmente, ringraziando l’autrice Diana FIUME, per averci reso partecipi:

Peppino è arrivato a Guardamiglio alla fine del 2012. Quando è arrivato era già una leggenda che camminava, c’erano circa diecimila storie sul suo conto e tutti i colleghi, di qualsiasi reparto, lo conoscevano.

Anche i non poliziotti, la gente comune del lodigiano e del piacentino, sapevano perfettamente chi era. Non dobbiamo raccontarci niente, sappiamo che era un pasticcione.

Peppino era un disastro, riusciva a fare casino nelle cose più semplici, Peppino il ritardatario, Peppino che dimenticava le cose a casa, Peppino che sbagliava i verbali.

 

 

Peppino che sbroccava con la gente, Peppino che perdeva le cose, Peppino che scroccava le sigarette e non aveva mai l’accendino per accenderle.

Peppino che era sempre al telefono, Peppino con lo sfondo della madonna sul telefono, Peppino che era a dieta e beveva dieci coca cola. Peppino che fregava i grissini in mensa e che non voleva fare il piantone.

( LEGGI anche : “Anche per voi che ci odiate senza neanche sapere perchè, noi ci saremo sempre”. Lo sfogo di un poliziotto) 

Peppino che ha fatto incazzare ognuno di noi almeno 100 volte a testa da quando lo conosciamo. Peppino con le dita nere perche ha preparato il nocino. Peppino che faceva le operazioni antimafia, che era la calamita dei disastri.

Peppino che impiegava 4 ore per fare una cosa da dieci minuti, Peppino che cantava con me laura Pausini in macchina. Peppino con i suoi guantini tagliati da barbone, Peppino con la tuta del dopo guerra e due litri di profumo.

Pepi, Beo, Pepp o’ verbal, Beppe, beo beo, Beowulf. Potevi chiamarlo come volevi, lui sorrideva sempre.

Ogni tanto mandava qualcuno affanculo, ma poi gli passava subito. Possiamo scrivere un libro sui casini di Peppino, su quante ne ha combinate e quanto ci ha fatto ridere. Però sappiamo tutti che se avevamo bisogno, lui correva.

 

 

Senza nemmeno chiederti perché. Peppino sapeva cosa voleva dire essere una squadra, lui non diceva no a nessuno. Se poteva, si faceva in quattro per te. Se gli chiedevi un rene, lui prenotava una sala e te lo dava.

Peppino così buono che spesso veniva calpestato, ma non ti voltava la faccia mai. Se volevi contare su qualcuno, sapevi che Peppe c’era.

(Leggi anche: Il dolore dei colleghi sul web: “Chiedo perdono ai miei parenti, questo Natale non tornerò piu’ a casa..”)

Arrivava a lavoro, sempre con quel sorriso li, col suo caschetto inossidabile e la macchina sporca. E se ne andava sempre sorridente.

Ora l’idea che non entrerà più in caserma col suo faccione gigante, mi spezza il Cuore… Peppino voleva venire a Guardamiglio da sempre, e alla fine, quando ce l’ha fatt, dopo 5 anni quasi giusti, a Guardamiglio ci è morto.

 

Ma Peppino amava fare il poliziotto. E io me lo voglio ricordare così, sorridente e un po’ cazzone. Ciao Pepi, guardaci tu…. ci mancherai, a me tanto.

 

GRAZIE A DIANA FIUME PER AVER CONDIVISO CON IL POPOLO DEL WEB UN PENSIERO COSI’ PROFONDO ED INTIMO. GRAZIE PER AVERCI AIUTATO A CONOSCERE UN POCO MEGLIO, UNA PERSONA COSI’ CARA

IL POST DI DIANA FIUME

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche