22 anni di carcere, accusato di aver ucciso due Carabinieri: era innocente. Giuseppe Gulotta chiede 66 milioni di risarcimento

Nella richiesta di risarcimento avanzata nei confronti dell’Arma, si torna a quel gennaio del 1976, quando con torture e sevizie, i carabinieri estorsero una falsa confessione da Gulotta che ha poi condizionato tutto l’iter processuale. Nella richiesta è ipotizzata anche la responsabilità dello Stato per non aver codificato il reato di tortura. (IlSecoloXIX)

La strage di Alcamo Marina – Il fatto avvenne il 27 gennaio 1976 ad Alcamo Marina in provincia di Trapani, all’interno di una stazione dei Carabinieri, quando nella notte due carabinieri vennero assassinati a colpi di arma da fuoco. All’inizio vennero sospettate le Brigate Rosse, poi accusati alcuni giovani del luogo, tra cui Giuseppe Gulotta, condannati e poi assolti dopo più di 30 anni. Il caso di Gulotta, che ha scontato 22 anni di carcere ed è stato assolto in sede di revisione del processo (in seguito alla confessione di un carabiniere che ammise che furono usate torture per estorcere confessioni e chiamate in correità), rappresenta tuttora uno dei più gravi casi di errore giudiziario e ingiusta detenzione della storia italiana. La strage è irrisolta ma tra le ipotesi più accreditate sono rimaste quelle di un delitto di mafia, del terrorismo (con collegamenti alla strategia della tensione e ad appartenenti all’Organizzazione Gladio), fino a un crimine legato al traffico di armi



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