Giuseppe Ippolito: “Nessuna prova che il virus sia più debole. Io pessimista? No, realista”

“dal punto di vista clinico non esiste più”, è stata l’affermazione di Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano durante la trasmissione Mezz’ora in piu su Raitre, contestata da molti colleghi.

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma, membro del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, ha voluto risponde al collega milanese.

“Ad oggi non vi sono evidenze scientifiche che sia mutato e che sia più debole – si legge – Quando avremo le informazioni che il virus è sparito, che il virus è diventato buono, lo leggeremo sui giornali scientifici. Per ora non abbiamo prove”.

“Semplicemente il virus circola di meno. E se il virus circola di meno, ci sono meno persone che se lo prendono e così ci sono meno casi gravi. Attualmente non c’è nulla che faccia pensare che il virus sia cambiato”, spiega quindi Giuseppe Ippolito.

L’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma

La diminuzione dei casi

I casi “diminuiscono perché abbiamo messo in campo misure draconiane di contenimento. Ma non risultano dati scientifici da quasi 35 mila sequenze al mondo che ci facciano pensare che il virus sia cambiato”.

Il direttore scientifico dello Spallanzani respinge la narrazione secondo cui esistono due contrapposte fazioni di scienziati, ottimisti contro catastrofisti. “La differenza è tra chi è realista e chi lo è di meno – spiega – Io non parto da posizioni prevenute. Quando ci saranno dati scientifici pubblicati, sarà un piacere commentarli”.

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