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Una guardia giurata di 57 anni, Giuseppe Langella, si è tolto la vita durante il turno di lavoro lo scorso 26 Febbraio. Il 57enne lavorava presso lo stabilimento Q8 di Napoli, ed è stato qui che si è sparato al cuore con la pistola d’ordinanza durante il turno di lavoro, allontanandosi per qualche istante dai colleghi. “Lo stress ed i turni estenuati hanno preso il sopravvento”, così ha spiegato la tragedia il presidente delle guardie giurate. L’episodio dunque durante il servizio, allertato il 118 non è stato possibile fare altro che certificarne il decesso. Sul posto sono giunti la polizia scientifica e il magistrato di turno. Poco dopo anche la sua famiglia.

Il tutto dunque sarebbe d ricondurre alle preoccupazioni dovute alla crisi economica. Il tragico episodio si è verificato a Torre del Greco e va ad aggiungere agli innumerevoli casi di suicidio che da anni andiamo a raccontare su queste pagine.

Così ha descritto i fatti Repubblica: “La depressione, dovuta alla crisi economica, sarebbe la causa del suicidio di una guardia giurata di Torre del Greco, che nella notte di sabato si è allontanato dal posto di lavoro per togliersi la vita con un colpo sparato utilizzando la pistola di servizio. Giuseppe Langella, 57 anni, lascia la moglie e due figli, un dramma dovuto probabilmente alle difficoltà economiche e ad una fragilità interiore che avrebbero determinato il suicidio. I colleghi, non vedendolo rientrare, sono andati a cercarlo, trovandolo senza vita”

“L’ultimo saluto è stato un momento di grande commozione. Ero presente ai funerali e ho avuto modo di percepire come Torre del Greco si sia stretta intorno alla famiglia dopo una tragedia che forse poteva essere evitata”. ha detto il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli presente alle esequie della morta suicida presso gli stabilimenti Q8 di Napoli con Michele Onorato, esponente del Sole che Ride e vigilante di professione. “Le cause del tragico gesto sono ancora da chiarire – prosegue Borrelli – ma è certo che Giuseppe vivesse una condizione difficile. Spesso era sottoposto a lunghi turni di lavoro, particolarmente stressanti. Viviamo in un’epoca difficile per alcune categorie di lavoratori. Speriamo che la sua morte non passi via invano. E’ il momento di pensare ad una ridefinizione della normativa del lavoro per alcune categorie, sottoposte spesso a turnazioni inumane”.

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