Gli iracheni: “i militari italiani vogliamo che restino, importanti per aiutarci a battere i terroristi di Isis negli ultimi anni”

E’ notizia di questa notte che oramai ha fatto il giro del mondo: L’Iran ha lanciato l’operazione ‘Soleimani Martire’.

I pasdaran hanno sferrando un attacco missilistico in Iraq contro due basi che ospitano le truppe americane e quelle della coalizione, tra cui militari italiani.

Dal 2015, spiega il è attiva la Task force Land composta da militari dell’Esercito che hanno compiti di addestramento dei peshmerga, le forze di sicurezza curde. La Task force land è inquadrata nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), il cui comando è attribuito alternativamente per un semestre all’Italia e alla Germania.

A proposito del ruolo italiano parla un deputato sciita

Spiega Ahmad Assadi, deputato del Parlamento di Bagdad per la coalizione di partiti sciiti Al Fatah vicini alle milizie legate a Teheran, in una intervista al Corriere rilasciata a Lorenzo Cremonesi, inviato in Iraq ” il contingente italiano può restare in Iraq col compito di addestrare i nostri quadri dell’esercito e della polizia.

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Conta quasi mille soldati” si legge “è il secondo in termini numerici degli oltre settanta contingenti che formano la coalizione internazionale, tanto importante per aiutarci a battere i terroristi di Isis negli ultimi anni”

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“Più numerosi di loro sono solo gli americani. Ma con gli italiani in linea di massima potrebbero restare tutti gli europei e altri. Comunque valuteremo, ci consulteremo, decideremo caso per caso”

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