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Durante l’ultimo dibattito televisivo per le elezioni presidenziali negli USA, Hillary Clinton ha espressamente difeso il “partial birth abortion“, cioè l’aborto al nono mese di gravidanza, per effettuare il quale il bambino viene ucciso dal medico nel momento in cui lascia il grembo materno, se si può definire “medico” uno che schiaccia il cranio del neonato o gli spezza la colonna cervicale.

Io lo definirei piuttosto “mostro”. Mostro lui, e mostri coloro che riescono anche solo ad ipotizzare di uccidere un bimbo appena nato come si fa con i conigli (ed io non riuscirei a farlo neanche se fosse un coniglio).

Nonostante dati di fatto che dimostrano che questo “assassinio di bambini” (bisognerebbe chiamarlo sempre così, l’aborto) accade nella maggior parte dei casi su bambini sani con madri sane, la Clinton ha affermato che «l’aborto a nascita parziale è necessario per la vita o la salute della madre», la stessa “salute femminile” per cui, secondo la candidata presidente del Partito Democratico, l’aborto andrebbe incentivato a livello mondiale: evidentemente non ha letto le statistiche che evidenziano il fatto che l’aborto molto spesso danneggia fisicamente – e talvolta uccide – le donne che vi si sottopongono. E neanche immagina i gravi danni psichici che procura alle donne che vi si sottopongono.

«La sentenza Roe vs. Wade stabilisce molto chiaramente che non ci devono essere leggi che limitano l’aborto», ha detto la Clinton nel dibattito televisivo. E «Il Governo non deve immischiarsi nelle decisioni più intime e personali delle donne, né può limitare la vita o la salute delle donne», ha aggiunto.

Giusto per inquadrare il tutto, la campagna elettorale di Hillary Clinton è cospicuamente finanziata anche dalla multinazionale dell’aborto Planned Parenthood (P.P.F.). Non so se si era capito: per essere chiari, e comprendere la portata delle lobbies nella politica americana, secondo quanto riporta la rivista “LifeNews” la P.P.F., la più grande agenzia di business abortista del mondo, ha annunciato di voler stanziare circa 20 milioni di dollari per finanziare la campagna elettorale della candidata democratica

Ed è evidente che in questo modo ha mantenuto fede al suo impegno con la multinazionale dell’aborto Planned Parenthood, cioè impegnarsi da Presidente a ripristinare e poi mantenere la legalità dell’aborto a nascita parziale che l’amministrazione Bush aveva vietato e che il pessimo Obama aveva reintrodotto.

È grazie al quale la P.P.F. fa i soldi, vendendo gli organi interni ed i cervelli dei bambini, come documentato nei video che hanno suscitato scalpore in tutto il mondo, e che vi facciamo vedere cliccando QUI (ma attenzione, i contenuti sono molto forti, e le immagini possono sconvolgervi e non sono adatte a persone molto sensibili e minori).

La verità è che non c’è alcuna ragione medica per una donna incinta di avere un “aborto a nascita parziale”, che è in realtà un parto a tutti gli effetti.

Tutto il mondo della medicina sa perfettamente della pericolosità dell’aborto. In più, nell’aborto “a nascita parziale”, per procedere all’uccisione del bambino “legalmente”, cioè affinché tecnicamente la testa del piccolo sia ancora nel corpo materno, quando viene schiacciata, bisogna far rivoltare manualmente il bambino e farlo nascere podalico.
Anche un somaro può comprendere quanto questa procedura sia innaturale e pericolosa. Infatti, persino uno dei principali medici abortisti americani, Warren Hern, ha detto parlando alla American Medical News, nel 1995 che l’aborto a nascita parziale “non è sicuro per la donna”.

Ma al di là di dell’orrore, rimane in noi questa preoccupazione, e cioè che gli americani stanno per eleggere Presidente una donna mostruosamente inumana, che per interessi economici non si è fatta scrupoli, da mamma, di diventare sponsor della più grande clinica degli orrori del mondo, la famigerata Planned Parenthood, che non è solamente una fabbrica della morte di bambini, ma si è scoperto che è un posto dove i bambini abortiti vengono fatti a pezzi ed i loro organi venduti.

Io non so se veramente Donald Trump sia un sessista e razzista, ma se quel poco di buono di Obama ha detto che non si può affidare la valigetta con i codici di lancio dei missili nucleari ad un violento come Trump, come dovremmo sentirci sapendo che quei codici, che possono portare alla fine dell’umanità, finiranno in mano ad una tizia che per soldi ha il coraggio di dire che è normale che un bimbo appena nato possa venire ucciso schiacciandogli il cranio o spezzandogli l’osso del collo?

Roma, 22 ottobre 2016

Massimo Martini

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