Il grido delle prostitute: “Con le multe ai clienti noi non viviamo, non ce la facciamo più”

Prostitute in rivolta: “Con le multe ai clienti non viviamo più”
Protesta contro il nuovo regolamento di polizia urbana

Quello che per qualcuno è degrado per altri è vita. Il pugno duro sulla prostituzione previsto dal nuovo regolamento di polizia urbana ha scatenato una piccola insurrezione tra quelle persone che il marciapiede lo hanno scelto come mestiere. A farsi portavoce di questo gruppo di prostitute è Celeste Merlante (foto al centro), transessuale di origine veneta ma ferrarese di adozione. La sua bocciatura delle nuove norme (che domani approderanno in consiglio comunale), è senza appello.

Celeste, perché avete deciso di far sentire la vostra voce?

«Perché, per l’ennesima volta, questa amministrazione ha deluso».

In che termini?

«Perché con tutti i problemi che ha questa città, se la prendono con persone che cercano soltanto di guadagnarsi da vivere».

Per molti prostituzione è sinonimo di degrado e malavita.

«Noi non abbiamo il protettore. Abbiamo le nostre macchine e non creiamo problemi. Con le multe ai clienti saremmo soltanto noi a rimetterci, non certo chi sfrutta veramente la prostituzione».

Intende dire che il nuovo regolamento non è altro che uno ‘spostamento’ del problema?

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