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Dicono che la paura fa novanta e a Cascina, comune di poco più di 45mila abitanti in provincia di Pisa, il Pd ha così tanta paura di perdere al ballottaggio del prossimo 19 giugno, che gli animi si sono scaldati e non poco. A contendere il titolo di primo cittadino ci sono il democratico Alessio Antonelli, sindaco uscente e la pasionaria della Lega Nord, la ventinovenne Susanna Ceccardi, che dopo  settant’anni di egemonia assoluta del centrosinistra è riuscita a portarsi a casa un risultato che ha fatto tremare le fondamenta del Partito democratico, tanto da far lanciare al suo avversario dardi avvelenati e scagliati al limite della correttezza. Il Pd ha perso venti punti percentuali e nel territorio rosso per eccellenza si rischia, se la Ceccardi dovesse salire sulla poltrona più alta del municipio, di dare un segnale di tempi che stanno davvero cambiando. “Ragazzetta”, “burattino di Salvini“: Alessio Antonelli ha perso le staffe a tal punto da attirarsi le critiche di tutta la cittadinanza. I mal di pancia sono così forti che l’isterismo è tangibile anche dal cartello esposto in bella vista alla sede elettorale del candidato dem: “#Cascinanonsilega” è il motto piddino dell’ultimo minuto. E, in questa guerra all’ultima pedina, entra anche il comitato provinciale dell’Arci. Quella stessa Arci che ha fatto dell’accoglienza indiscriminata il suo punto di forza. “Stamani  – racconta Ceccardi – mi è arrivata alle mani una lettera, che il comitato provinciale dell’Arci ha diffuso a tutti i circoli affiliati del comune di Cascina. Ha dell’incredibile. Invitano gli stessi circoli a far entrare Alessio Antonelli e non noi”. Roba da ventennio fascista quando, all’ingresso dei locali pubblici, si leggeva la scritta “ingresso vietato ai cani e agli ebrei”. In aiuto di Antonelli arriverà a breve il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che andrà per le strade di Cascina a ricordare che quel comune è territorio rosso. Pensare che proprio Rossi, pochi giorni prima del voto, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, che conta centinaia di migliaia di fan grazie a una sponsorizzazione a pagamento che va avanti ormai da anni, “ora ci si chiede perché è finita la stagione dei grandi sindaci e si teme per la partecipazione al voto. Finiranno tutte le stagioni, con questa politica ridotta ai personalismi e localismi, ai giochi di potere, senza partiti che organizzano il popolo e senza ideali e programmi alternativi. Occorre determinazione e coraggio per cambiare”.

Già, quel coraggio di cambiare che Rossi e i suoi adepti non accettano, tanto da arrivare a lanciare accuse e uno scontro all’ultima stoccata, pur di non perder la poltrona. E se invece la popolazione volesse davvero avere quel coraggio di cambiare? Se le parole iniziassero sul serio a essere troppe, le promesse non mantenute a pesare come macigni e i giochetti di potere ad aver stancato la gente? Forse sarebbe davvero quello il punto di rottura. C’è da chiedersi perché Antonelli sia così accanito e abbia così paura di una “ragazzetta”. Forse perché non si aspettava che la Lega Nord, in un territorio finora ad assoluta egemonia del centrosinistra, riuscisse ad arrivare a risultati così importanti? Lunedì 13 a Cascina arriverà nuovamente il segretario nazionale del partito del Carroccio, Matteo Salvini. Quello che Antonelli ha chiamato “burattinaio”, ma che in tutto il suo daffare in giro per l’Italia trova il tempo per andare a sostenere una “ragazzetta” di 29 anni, che ama così tanto il suo territorio da essere riuscita a toccare i cuori dei cascinesi.

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