Si è spento Guglielmo Mollicone, papà di Serena, la ragazza uccisa ad Arce 19 anni fa

Se n’è andato senza sapere la verità sulla morte della figlia e alla vigilia dell’anniversario della scomparsa

Si è spento Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la studentessa di Arce (Frosinone) uccisa nei primi giorni di giugno 2001 e ritrovata in un boschetto a poca distanza dal suo paese.

“Serena adesso è con il suo papà”, ha scritto un familiare sui social. Proprio oggi, il giorno 1 Giugno, 19 anni fa Serena usciva di casa per non rientrarci mai più.

Guglielmo Mollicone aveva avuto un infarto mesi fa e il suo fisico non si era più ripreso. Guglielmo , 72 anni, dopo l’infarto era stato anche operato. In ospedale aveva ricevuto la visita dei carabinieri. L’Arma si è costituita parte civile nel processo sulla morte di Serena.

Forse Serena, il giorno in cui morì era andata nella locale caserma dei carabinieri per denunciare alcuni traffici, forse legati alla droga.  Da quel giorno sono passati 19 lunghissimi anni nei quali il padre di Serena ha più volte chiesto verità. Senza avere risposta.

Muore mentre la giustizia, dopo anni di indagini e colpi di scena, aveva ora imboccata una strada netta chiedendo il rinvio a giudizio del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale, e dell’appuntato Francesco Suprano.

Foto pubblicata da Frosinone Today

Franco Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio.

Il Covid-19, spiega tgcom24, ha rallentato il processo – Era attesa per il mese di marzo la decisione da parte della procura sul processo a carico del maresciallo Franco Mottola, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano.

Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio. Nel caso, si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi.

Il brigadiere Santino Tuzi rivelò di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma, ma di non averla vista mai uscire. Sette anni dopo, l’11 aprile del 2008, si tolse la vita.  Le indagini ufficiali puntarono su dissidi d’amore con una presunta amante, mentre i familiari di Tuzi ricollegarono immediatamente la morte del brigadiere al caso di Serena Mollicone.

Guglielmo Mollicone, dal giorno della scomparsa della figlia non ha mai risparmiato energie per cercare di arrivare alla verità.

“Credo nel lavoro svolto in questi anni dalla magistratura inquirente e credo nella giustizia”, aveva detto qualche mese fa. Per la Procura di Cassino la giovane Serena morì dopo essere stata spinta contro una porta dentro la caserma dei carabinieri di Arce forse dopo un litigio col figlio di Mottola, Marco.

La ricostruzione del delitto tratteggiata dalla perizia medico-legale, spiega un articolo di huffpost Italia, indicò una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata dalla studentessa diciottenne.

La svolta nelle indagini fu la perizia del Ris che rilevò come il corpo di Serena, ormai senza vita, fu spostato nel boschetto dell’Anitrella dove poi fu trovato con mani e piedi legati dal nastro adesivo e una busta di plastica in testa.

Durante le nuove indagini gli inquirenti hanno ascoltato 118 testi, molti dei quali scelti tra i 1.137 più volte sentiti nei diciotto anni di ricerca della verità per il delitto.

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