Guidare scalzi o con le infradito? Si può, ma si rischia con l’assicurazione

Gli articoli 140 e 141 del CdS prevedono infatti che venga tenuto un comportamento tale «che in ogni caso sia salvaguardata la sicurezza stradale» e che il conducente debba «essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile». E in ciabatte, con le infradito ma anche con le scarpe tacco 12 questa reattività potrebbe non sempre essere possibile.

Per una leggerezza si rischia, così, di dover rifondere di tasca propria i danni per la carrozzeria e per il meccanico delle controparti coinvolte o, peggio, le spese mediche e per i danni permanenti. E se all’automobilista fosse attribuita proprio per le ciabatte la piena colpa dell’incidente e la prognosi cagionata a terzi fosse superiore ai 30 giorni, allora si verificherebbero gli estremi per far scattare anche le previsioni penali sulle lesioni gravi, contenute nella legge sull’omicidio stradale.

Leggo

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