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Era Giugno del 2018, il dramma in un appartamento di Via Borzoli a Genova. Il dramma era iniziato già sabato sera, quando tra il giovane ecuadoriano di 22 anni Jefferson Tomalà e la fidanzata, Anggie, scoppia una lite, l’ennesima, che sul momento vede un intervento dei Carabinieri che puntualmente arrivano, calmano gli animi e se ne vanno.

Il ragazzo però riprende successivamente a dare in escandescenze sino a quando la madre non chiede aiuto a Franklin Morales, pastore protestante evangelista e guida spirituale della famiglia, che invita Anggie a prendere la piccola figlioletta di 3 mesi avuta da Jefferson, e a trascorrere la notte a casa della sua famiglia per dare al giovane il tempo di calmarsi e riflettere.

Nulla però va come previsto: il 22enne passa tutta la notte a bere alcolici e la mattina successiva si sveglia in condizioni peggiori. La situazione degenera sino al punto in cui afferra un coltello minacciando autolesionismo. A quel punto, la mamma chiama nuovamente il 112 per chiedere l’intervento di un’ambulanza. Poco dopo giunge un medico che rifiuta però di entrare in stanza ad assistere il giovane temendo per la propria incolumità.

Arriva la polizia. Gli agenti delle volanti sono avvisati del fatto che nell’abitazione è presente un giovane che minaccia di farsi del male. Gli agenti trovano Tomalà nella propria camera e tentano la mediazione assieme ai famigliari.

Qualche cosa però non va per il verso giusto: il ragazzo afferra il coltello e si scaglia contro un agente che per difesa spruzza lo spray al peperoncino. Il 22enne ecuadoriano si scaglia allora sul collega e lo accoltella più volte al torace. A quel punto il poliziotto più giovane estrae la pistola e spara.

L’agente colpito sarà ricoverato al San Martino, trasportato in codice rosso: condizioni molto gravi. Si riprenderà dopo diversi giorni. Per l’ecuadoriano invece niente da fare.

Per questo fatt Luca Pedemonte, l’agente del commissariato di Cornigliano viene accusato di eccesso colposo di legittima difesa. L’archiviazione richiesta dal PM non era però bastata: il gip ne aveva chiesto imputazione coatta.

E’ notizia di queste ore però che la procura avrebbe chiesto l’assoluzione sulla base della perizia che afferma che nil poliziotto non avrebbe potuto agire altrimenti.

Fuori dal tribunale un gruppo di amici del giovane ecuadoriano ha esposto alcuni striscioni: “verita e giustizia per Jefferson”. L’udienza è stata rinviata al 26 settembre.

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