“Ho visto troppe bare, mi fa rabbia accorgermi che molti sono stufi delle regole”

Leggo tanti libri, dormo. Mi faccio la ceretta da sola e tento di domare con una pinzetta la frangia ormai troppo lunga. Faccio lo step in casa e non vado a correre per il quartiere ad orari improbabili, sperando che non mi fermino. Accetto il fatto che per fare la spesa devo occupare due ore del mio tempo e che per non dimenticare nulla devo fare la lista di tutto ciò che mi serve per le due settimane successive, perchè dimenticare un solo articolo significa fare altre due ore di coda.

Guardo le foto delle mie montagne e prendo il sole sul balcone (quello della camera al mattino, quello della cucina al pomeriggio e fortunatamente ho la doppia esposizione). Faccio le foto alle strade vuote, solcate solo dai fattorini, per non trascurare la mia passione per la fotografia, in attesa di cominciare il corso avanzato. Osservo i bambini giocare sui balconi e sento la musica a tutto volume del figlio adolescente dei miei vicini ma non me ne lamento, pensando a quanto siano fortunati i miei amici con bimbi piccoli che hanno un giardino.

Questa è la mia vita negli ultimi due mesi. Sono un eroe? Una martire? Una povera sfigata? No, sono una dei tanti abitanti di questa Terra, e con Terra intendo proprio tutto il pianeta, che ha dovuto cambiare radicalmente la propria vita, perchè è arrivato un virus a mettere in discussione tutto. E non è la prima volta che accade nella storia. Tenerci in casa non è una cattiveria, una mossa politica. Il virus non è il frutto di ima mossa politica cinese, russa o americana. Se avessimo le capacità tecniche di creare un virus in laboratorio, avremmo già trovato la cura per il cancro, il vaccino per l’HIV e risolto il problema della antibiotico resistenza.

Stare a casa, controllare i propri comportamenti, è un gesto di buon senso e di generosità verso il prossimo e noi stessi. E’ pesante per tutti, psicologicamente, economicamente, fisicamente. Tuttavia credo che l’uomo sia nato per adattarsi, lo richiede l’evoluzione della specie. L’uomo è in grado di superare lutti, catastrofi, disgrazie. La vita vince sempre sulla morte. Non penso di pretendere troppo chiedendo a tutti di rispettare le regole, di adattarsi, perchè siamo tutti stufi, ma questo non giustifica colpi di testa o atteggiamenti imprudenti.

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