I bimbi meno fortunati scrivono a Babbo Natale: “fammi guarire dalla malattia”

C’è chi chiede un lavoro per il papà, chi invece vorrebbe “guarire dalla malattia”, chi spera di trovare sotto l’albero “una macchinina telecomandata, tanti libri e tante caramelle”. E chi – come il piccolo Adriano, 10 anni – pensa invece a un bel «volante per la Playstation”.

“Quest’anno ho fatto il bravo – scrive con soddisfazione – e vorrei proprio quel volante”. Qualche riga più giù le indicazioni per la consegna del dono: “Se i valori sono bassi – spiega meglio Adriano – mi ricoverano di nuovo e mi troverai nel reparto del Pausilipon al primo piano. Ma se il volante non è possibile, caro Babbo Natale, non fa niente, non preoccuparti: scegli tu un gioco”.

La tradizione si ripete e, anche quest’anno, Anna Di Biase con la sua “Spa – Società per amore”, ha organizzato la più solidale delle feste di Natale, quella in cui un piccolo gesto si trasforma in pura felicità per chi poco è abituato a vivere momenti di gioia e spensieratezza.



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