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All’emendamento avrebbe lavorato, stando al Campidoglio, una Cabina di regia dedicata comprendente, tra gli altri, l’assessora ai Lavori pubblici capitolina Margherita Gatta, la ministra della Difesa Trenta, e la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli. Già a ridosso della dichiarazione, però, fonti della Difesa correggevano il tiro dell’annuncio precisando che “l’impiego del Genio per l’intervento sul sistema infrastrutturale di Roma è una iniziativa di natura parlamentare, non governativa, il che significa che ad esprimersi dovrà essere il Parlamento: laddove l’emendamento passasse, ci metteremo a disposizione per valutarne un eventuale impiego”. Il Campidoglio conta di inserire i fondi promessi, qualora ne andasse in porto l’assegnazione in sede di Bilancio nazionale, già dall’assestamento Roma Capitale previsto entro febbraio.

La procedura, implicando l’impiego di una struttura dello Stato in sede esecutiva, andrebbe individuata, ma tra risorse “fresche” e spazi di finanza propri, l’impegno potrebbe essere decisivo per dare una svolta alla viabilità cittadina. Tanto che a Palazzo Senatorio si parla di un errore puramente formale che verrà corretto rapidamente in tempo utile, e che la sottosegretaria all’economia Laura Castelli ha definito “inutile creare allarmi ingiustificati”, perché “l’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà” e che “sarà ripresentato a breve”. Dalle parte delle opposizioni capitoline, tuttavia, si contestano sia i numeri, sia il merito dell’intervento governativo (Paolo Salvatore Orrù per Tiscali.it)

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