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I politici che vogliono ammanettare la polizia: chi vuole identificare gli agenti. La polizia ovviamente storce già il naso

Mentre l’opinione pubblica è distratta dal caso Consip e le beghe di casa Renzi, alla Camera i grillini cercano di approvare un emendamento per obbligare le forze dell’ordine a portare sul petto un “codice identificativo” che li renda riconoscibili. Rendendoli così (ancor più) facile bersaglio di chi in cortei e manifestazioni si diverte a ricoprirli di sassi, bombe carta e bastonate.

Lunedì scorso i deputati si sono ritrovati in Commissione Affari Costituzionali per discutere del decreto legge sulla sicurezza urbana. È la legge voluta dal ministro dell’Interno Marco Minniti, e approvata lo scorso 20 gennaio, con l’obiettivo di rendere più sicure le città. Semplice e lineare. O almeno così dovrebbe essere.

Perché all’inizio del lungo iter parlamentare di approvazione, i grillini hanno già piazzato la prima trappola, depositando una modifica al testo che mette in allarme i sindacati di polizia. L’emendamento, di cui il Giornale è venuto in possesso, prevede che sulla divisa delle forze dell’ordine venga “apposto un codice identificativo univoco di squadra” che sia visibile “a distanza di almeno 15 metri e anche in condizioni di scarsa visibilità”. Manca solo la foto segnaletica.

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