Identikit del ragno violino: come riconoscerlo e dove è possibile incontrarlo

Il ragno violino è davvero così pericoloso? Del Loxosceles rufescens (questo il nome scientifico dell’animale) si sta parlando molto in queste ore dopo il caso – riportato dal Messaggero – di un vigile urbano di Terni ricoverato in ospedale dopo un morso.

L’uomo, di 59 anni, ha raccontato di aver rischiato grosso: “Quando sono arrivato all’ospedale di Terni non parlavo più e la funzionalità di alcuni organi era ormai compromessa. Se l’ho raccontata lo devo alla professionalità dell’equipe medica del reparto di malattie infettive guidato dalla professoressa Daniela Francisci”.

Ma cos’è davvero il ragno violino? Il suo morso può essere davvero letale? E come riconoscere questo tipo di ragno?

Cominciamo col dire che finora in Italia è stato registrato solo una caso di decesso (avvenuto nel 2015) apparentemente collegato al morso del Loxosceles rufescens. La vittima, una donna calabrese, versava infatti in condizioni di salute già precarie, come è stato appurato in un secondo momento.

Nel 2017 è stato segnalato un altro caso a Cagliari, ma anche il quel caso si è scoperto in un secondo momento che la vittima era affetta da altre patologie e non ci sarebbe un collegamento diretto tra il morso del ragno e la morte dell’uomo. Il morso del ragno violino (detto anche ragno eremita) dunque non è di per sé mortale, ma è certamente molto pericoloso. Insomma, meglio stare attenti. Come spiegano gli esperti dell’ospedale Niguarda, il Loxosceles rufescens è infatti tra i ragni italiani più velenosi.

Il centro antiveleni del Niguarda ha tracciato un identikit piuttosto dettagliato di questo tipo di aracnide.

“Si tratta di un ragno di colore marrone-giallastro con lunghe zampe, il corpo può raggiungere dimensioni di 7 mm (nel maschio) 9 mm (nella femmina). Di origine mediterranea la specie è da considerarsi cosmopolita essendosi praticamente diffusa in tutto il mondo tramite trasporto passivo. In Italia è presente principalmente nell’area mediterranea dove si rinviene in ambienti poco frequentati, aridi sotto le pietre e nelle fessure delle rocce. Spesso si trova anche in abitazioni e fabbricati. In Italia settentrionale è presente quasi esclusivamente nelle abitazioni. E’ un ragno notturno che di giorno rimane rintanato in anfratti e fessure; nelle abitazioni può trovare riparo dietro a mobili, battiscopa, sotto scatole di cartone o anche all’interno di guanti, calzature, tra la biancheria soprattutto in bagno, in solai e scantinati ecc”.

Secondo Wikipedia, la pericolosità del morso dipende da diversi fattori: localizzazione della puntura, estensione della cancrena nonché dalle “patologie di cui è affetto il soggetto morso (allergie, cardiopatie, diabete, malattie ematologiche, malattie neurologiche)”.

Il 59enne morso a Terni ha raccontato che almeno in un primo momento non ha dato peso al morso del ragno. Ed in effetti, come si legge ancora nell’opuscolo del centro antiveleni, inizialmente il morso è indolore “e e l’area interessata non presenta alterazioni”.

“Nelle ore successive inizia a comparire una lesione arrossata con prurito, bruciore e formicolii, nell’arco delle 48-72 ore successive, può diventare necrotica e può ulcerarsi. Oltre all’iniezione del veleno, il morso può veicolare nei tessuti batteri anaerobi che, sviluppandosi, complicano il decorso della lesione con possibili fasciti necrotizzanti progressive. Nei casi più gravi oltre a febbre, rash cutaneo, ecchimosi, possono presentarsi danni ai muscoli, ai reni ed emorragie”

Mai sottovalutare il morso di un ragno, spiegano ancora gli esperti. In caso di puntura, la prima cosa da fare è lavare abbondantemente con acqua e sapone. Successivamente è bene chiamare il Centro Antiveleni (0266101029) “soprattutto se i sintomi locali nelle ore successive compaiono e si aggravano”.

“Attenzione se compare una lesione caratterizzata da una zona centrale inizialmente più arrossata che diventa più scura con il passare delle ore”.