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Vaclavic sembra pronto ad abbattere chiunque si ponga di fronte ai suoi intenti criminali. Di certo è determinato ad uccidere. Lo ha provato sulla sua pelle Davide Fabbri, ammazzato da un colpo di pistola. Le telecamere di sicurezza della tabaccheria hanno ripreso quei drammatici momenti: il malvivente entra nel bar, esplode un colpo di fucile che ferisce un cliente e urla al proprietario: “Dammi la cassa”. Dopo pochi istanti scatta la colluttazione che dura più di un minuto. Davide voleva difendere la moglie e i clienti, ne nasce un corpo a corpo durissimo nel quale il barista strappa la doppietta dalle mani del bandito e lo colpisce al volto con il calcio.

Vlacavic si sente braccato, si rifugia nel retrobottega e Fabbri lo segue. Qui accade la tragedia. Il bandito estrae la pistola e spara a bruciapelo al povero ristoratore. Poi scappa, incontra la moglie della vittima e minaccia di uccidere anche lei. Dopo alcuni istanti torna all’interno del locale per raccogliere il fucile cadutogli durante la lotta.

Il resto è cronaca di questi giorni. La fuga, le indagini dei carabinieri e le caccia all’uomo. Poi c’è lui, Davide: unica vittima di questa storia che ha per antagonista un criminale passato dall’Armata Rossa alla rossa Emilia.

Il Giornale

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