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Lo chiamano ‘passing out’, ‘fainting game’, ‘space monkey’. Ma è conosciuto anche come ‘breathing the Zoo’, ‘bum rushing’ e ‘funky chicken’.

In Italia è oramai noto alle cronache come “BlackOut game” soprattutto dopo il drammatico episodio che ha visto il giovane Igor Maj, 14 appena, morire proprio a causa di questo pericoloso gioco lo scorso Settembre a Milano. Il padre l’aveva trovato mentre gli operatori del 118 stavano cercando di rianimarlo.

Ma di cosa si tratta? Noto anche come ‘gioco dello svenimento’, è una sorta di gioco del soffocamento che spinge a privarsi dell’ossigeno per periodi sempre più prolungati. Una pratica che può essere eseguita da soli o in compagnia, usando corde, sciarpe o le braccia di un amico strette attorno al al collo.

Ora sul caso della morte del giovane Maj cin sarebbero novità. Le indagini infatti sono andate avanti in questi mesi, tutte volte a scoprire da cosa e chi il giovane fosse stato indotto a tale gesto.

“Nostro figlio era irrequieto e vivace, era bravo a scuola e faceva tanto sport” aveva raccontato il papà Ramon al Corriere. “Arrampicava in montagna con noi, la famiglia, e faceva le gare con la sua squadra. Non passava molto tempo al computer. Come tutti voi aveva un telefonino. Era uno degli ultimi giorni della vacanza d’estate, a pranzo doveva andare dalla nonna e per il pomeriggio era già d’accordo per andare con gli amici agli allenamenti. In un momento in cui era da solo a casa ha cercato su Youtube due parole: sfida-ragazzi. Le ha cercate per diversivo, con leggerezza, senza pensare chissà che. Internet a volte risuona come le sirene di Ulisse”

E ancora, su Facebook “Fate il più possibile per far capire ai vostri figli che possono sempre parlare con voi. Qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. ”

Dopo due mesi di indagini, le novità importanti. Dopo una serie di sequestri di video infatti c’è un indagato: un 24enne di origine indiana il quale, stando alle indagini della postale, avrebbe prodotto e caricato l’ormai noto video, da quasi un milione di visualizzazioni su Youtube, dove veivano proposte cinque sfide tra cui l’auto-soffocamento (detto ‘blackout’), guardato dall’adolescente poco prima di morire.

Dopo essere stato interrogato, il giovane indagato si sarebbe difeso sostenendo che nel video lui sconsigliava di mettere in pratica quelle sfide. Adesso la procura dovrà valutare se all’indiano sarà possibile contestare l’istigazione al suicidio o se si invece si è trattato solo di un gioco sfuggito al controllo del 14enne fino alle estreme conseguenze, perciò senza profili di responsabilità penale per il 24enne

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