Il dipendente può essere sanzionato se non risponde alle chiamate del datore?

Finito il turno di lavoro devo tenere acceso il telefono?

Dipendente senza obbligo di reperibilità: se la sim e il telefono non sono aziendali c’è possibilità di sanzionare il dipendente che non risponde alle chiamate del datore?

Succede spesso che, quando finisci il tuo turno di lavoro, arrivi a casa e spegni il cellulare. È il tuo modo di mettere la parola “fine” alla giornata e riposare anche il cervello. Quando però riaccendi il telefonino – il che succede il giorno dopo, poco prima di uscire di casa per ricominciare il turno – trovi puntualmente una o più chiamate dell’ufficio avvenute la sera precedente.

Così ti becchi sempre una forte sgridata dal capo, secondo il quale non bisogna mai spegnere il cellulare, neanche di notte, perché potrebbe scattare un’emergenza. Ma cosa dicono le nostre leggi? Ci viene in soccorso il portale LA LEGGE PER TUTTI

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Il dipendente deve essere reperibile?

L’obbligo di reperibilità non è previsto, in generale, per tutte le categorie di lavoratori. A prevederlo deve essere il contratto collettivo nazionale o il singolo contratto firmato dal dipendente. A fronte della reperibilità è comunque dovuto un extra sulla busta paga.

Il semplice fatto però di essere “a disposizione” per eventuali chiamate non significa “reperibilità”. Su questo aspetto ti consiglio di leggere i chiarimenti presenti nell’articolo La reperibilità viene pagata? In generale possiamo distinguere tra una

  • reperibilità attiva: obbliga il dipendente a rispondere immediatamente alla chiamata e a recarsi subito in azienda, senza allontanarsi dalla zona (si pensi a un vigile del fuoco)
  • reperibilità passiva: è una prestazione strumentale ed accessoria rispetto alla prestazione lavorativa in senso stretto e consiste nell’obbligo del lavoratore di rendersi rintracciabile, fuori dall’orario di lavoro, in vista di un’eventuale necessità di svolgere l’attività lavorativa. La reperibilità passiva svolta nel giorno destinato al riposo settimanale limita soltanto la possibilità di riposarsi, ma non la esclude completamente.

Pertanto, se il tuo contratto di lavoro non dice nulla sull’obbligo di reperibilità, tu non devi essere né reperibile, né disponibile.

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Posso chiudere il telefono personale dopo il turno?

Il dipendente che non deve essere né reperibile (reperibilità attiva), né disponibile (reperibilità passiva) può chiudere il cellulare dopo il servizio.

Difatti sia la legge che la Costituzione configurano il diritto al riposo come un diritto inviolabile e irrinunciabile (un eventuale patto contrario sarebbe nullo, per quanto firmato dal dipendente e remunerato).

Pertanto, durante tale arco di tempo dedicato al recupero delle energie psicofisiche, il dipendente è libero di fare tutto ciò che vuole (finanche non riposarsi e fare la veglia con gli amici). Non esiste quindi alcun obbligo di tenere aperto lo smartphone per eventuali “chiamate” del capo.

Lo stesso dicasi per messaggi, sms, whatsapp o altre chat: il datore di lavoro resta pur sempre libero di contattare il dipendente, ma la risposta resta a completa discrezione di quest’ultimo, che potrà esimersi.

Maggiori dettagli su La Legge per tutti

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