Il figlio del boss Piccirillo alla manifestazione: “La camorra ha sempre fatto schifo”

In piazza c’era anche Antonio Piccirillo, figlio del boss di camorra Rosario Piccirillo, alla manifestazione ‘Disarmiamo Napoli, promossa dalla rete ‘Un popolo in cammino’ in piazza Nazionale a Napoli per esprimere solidarietà alla piccola Noemi, ferita in una sparatoria venerdì scorso e ancora ricoverata in gravi condizioni.

“I CAMORRISTI NON RISPETTANO NESSUNO”

Antonio Piccirillo, 23 anni, è intervenuto al megafono parlando ai tanti presenti in piazza, lanciando un appello ai figli dei camorristi: “Amate sempre i vostri padri – ha detto – ma dissociatevi dal loro stile di vita, perché sono stili di vita che non pagano, non danno nulla. Se noi figli non faremo passi in avanti nel positivo, rimarremo fossilizzati in questa cultura che non paga, priva di etica e valori. C’è chi pensa che la camorra 50 anni fa era meglio di com’è oggi, ma ha sempre fatto schifo, è sempre stata ignobile, non ha mai pagato. Le persone perbene sono quelle che rispettano gli altri e i camorristi non rispettano nessuno”.

Il giovane si è dissociato pubblicamente dalle scelte del padre, considerato elemento di spicco di un clan malavitoso: un gesto di coraggio. Intervistato da vari quotidiani, spiega perché è sceso in piazza. “Perché non voglio che altri facciano questa fine, non voglio più che altri si rovinino come tanti ragazzi”, precisa. “Ma la gente non sa, tantissimi ragazzi non sanno la vita che si fa davvero. Io mio padre l’ho visto da tento tempo con gli occhi spenti, con la morte dentro. E pensi che manco i soldi per andarlo a trovare mi lasciato. Si chiamano tutti boss, ma alcuni si arricchiscono e comunque fanno una vita di merda, mentre altri i soldi li bruciano per avvocati, latitanze, casini”.

Prima di Antonio Piccirillo ieri in piazza è intervenuta Manuela, figlia di Palma Scamardella, vittima innocente di camorra uccisa nel 1994 a 35 anni davanti alla sua abitazione, nel quartiere Pianura: “Mia madre – ha ricordato Manuela – è stata ammazzata sulle scale della sua casa, perché abitavamo vicino a un affiliato a un clan. Siamo qui perché questa è la nostra Napoli, è questa la Napoli che vogliamo”.



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