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*PER IL 27ESIMO ANNO DALLA STRAGE DI CAPACI, RIPROPONIAMO L’INTERVISTA DEL CORRIERE FATTA AD ANTONINO EMANUELE SCHIFANI, IL FIGLIO DI VITO SCHIFANI, AGENTE DI SCORTA DI GIOVANNI FALCONE, FATTA IN OCCASIONE DEL GIURAMENTO IN GUARDIA DI FINANZA A MAGGIO 2012

Parlano Rosaria Costa, moglie di Vito Schifani, e il figlio Antonino Emanuele, che ha giurato a Bergamo con altri 66 cadetti. Il padre restò ucciso nella strage di Capaci. «Quando passiamo da quell’autostrada sentiamo un pugno allo stomaco»

Il premier l’ha voluto incontrare di persona. Dopo il giuramento, dopo i discorsi ufficiali, dopo la piazza Mario Monti ha deciso di incontrare i cadetti in Accademia e ha chiesto di lui. Antonino Emanuele Schifani aveva solo quattro mesi quando suo padre, Vito, è stato ucciso: era un poliziotto della scorta di Giovanni Falcone, l’auto che guidava è saltata sull’autostrada, devastata dal tritolo nella strage di Capaci.

Antonino Emanuele oggi di anni ne ha venti ed è un allievo dell’Accademia delle Fiamme gialle, ieri ha prestato giuramento. Ha scelto di servire lo Stato nonostante tutto. «Mi volevo sentire utile», dice. Lo sarà con il suo lavoro, ma anche per quello che rappresenta. Monti ha voluto conoscere il figlio di Vito Schifani, perché è un simbolo oggi come vent’anni fa lo era diventata la vedova Rosaria Costa, pronunciando durante i funerali quelle parole: «Io vi perdono. Però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare». Rosaria aveva 22 anni, era appena rimasta sola con il suo Manù. Lo stesso bambino che oggi indossa l’alta uniforme, facendole luccicare gli occhi ma questa volta con un sorriso grande così: «Per me questo è un sogno», dice lei. Madre e figlio si guardano, poco dopo la fine della cerimonia in Accademia. Si intreccia un’intervista a due voci, con la conclusione che è ancora di questa mamma che come hanno raccontato negli anni poliziotti e magistrati, ha saputo farli inginocchiare davvero, i mafiosi. «Guardo mio figlio e sì, lo scriva: questa giornata per me è una vittoria. La più bella di tutte».

Signora Rosaria, suo figlio ha scelto di entrare nelle forze dell’ordine. Non ha mai avuto paura per lui?
(Rosaria) «Io ho paura tutti i giorni. Ho paura anche a prendere l’aereo. Anche per mio figlio ho paura, certo. Ma questo non ci ferma. Tanto si muore un giorno solo. Glielo dico citando Maria, la moglie di Boris Giuliano (capo della mobile di Palermo ucciso dalla mafia, il cui figlio ha seguito le orme in polizia, ndr ): meglio vivere e morire con coraggio che nascondersi».

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