Il figlio di Vito Schifani, angelo di Giovanni Falcone «Io, finanziere per battere il racket»

Ripassa da Capaci?
(Antonino) «Sì. In autostrada mi si affolla la mente di pensieri. Un pugno allo stomaco».

Sua madre, dopo la strage, parlò direttamente ai mafiosi. Disse vi perdono, ma inginocchiatevi, cambiate. Lei perdona?
(Antonino) «Sono titubante. Sono più rigido di mia madre».

Mentre i cadetti giuravano c’erano coetanei che contestavano. Cosa ne dite?
(Rosaria) «Dico che non è stata una cosa molto carina, e mi limito a questo aggettivo, nei confronti di ragazzi che stanno dimostrando di credere nel loro obiettivo».

(Antonino) «Ho sentito le urla, ma ovviamente non potevo girarmi (i cadetti devono mantenere la posizione, ndr ). Quando è passato l’aereo la prima volta mi veniva da sorridere, ho anche rischiato di rovinare la cerimonia. Le manifestazioni? Non condivido la tesi ma sono legittime. Però non c’è bisogno di gridare. Si può far riflettere anche senza alzare la voce».

Poi Monti, incontrando i cadetti, ha chiesto di conoscere il figlio di Vito Schifani.

(Rosaria) «Sono felice. Ammiro il professor Monti, e non è per piaggeria: gli sono grata perché si è messo al lavoro per uno Stato che stava affondando».

Durante la cerimonia ha parlato della strage.
(Rosaria) «Lo Stato in questa giornata l’ho sentito presente, tantissimo: con questi ragazzi così orgogliosi dei loro valori, in un momento tanto difficile, e con questo premier che lavora per l’unità dello Stato. Oggi importantissima».

Anna Gandolfi
corriere.it

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