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Sergio Costa, Generale dei Carabinieri dal ruolo del Corpo Forestale dello Stato (dove era Comandante regionale della Campania) e oggi Ministro dell’ambiente voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle, dopo quasi due anni parla dello scioglimento del Corpo Forestale nel contesto di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie.

La vicenda del Corpo Forestale dello Stato è nota. Il corpo risale al lontano anno 1822 ma dopo la Legge Madia (nell’ambito del riordino delle forze di polizia) voluta dal Governo Renzi, funzioni e personale sono stati assorbiti dall’Arma dei carabinieri.

Gli appartenenti erano circa 7mila di cui la maggior parte transitati nell’Arma, una parte nelle fila di Polizia di Stato (ordine pubblico), Vigili del Fuoco, in minima parte la Guardia di Finanza ed altri in amministrazioni pubbliche civili.

I mezzi in dotazione al corpo sono stati distribuiti tra Vigili del Fuoco e Carabinieri.

“La chiusura del Corpo forestale è stata un’idea assolutamente scellerata” scrivono polemicamente alcune testate online in virgolettato.

Servono almeno 1500 nuove assunzioni

Un altro grave problema è quello della mancanza di personale tra le fila del disciolto Corpo Forestale dello Stato oggi Carabinieri Forestali: “Se allargassimo il panorama a tutte le vicende ambientali che ci riguardano e che chiedono tutela e valorizzazione, che è diverso da polizia”, secondo il ministro, sarebbe “una buona cosa l’idea di incrementare queste figure professionali: occorrerebbero almeno 1500 unità di nuove assunzioni con quella specializzazione, che siano Noe, che siano Carabinieri Forestali”.

La Polemica

“Dopo gli accorati appelli dell’allora comandante campano contro la soppressione e militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato – dicono alcuni – nulla si è più sentito da lui a favore del Corpo forestale dello Stato”

“In assoluta controtendenza – si legge sull’Ansa – rispetto all’essenza di razionalizzazione del decreto legislativo n. 177/2016, si legge un rammarico, espresso con le consuete cautele, per la soppressione del “tanto amato C.F.S.”, ma guarda subito oltre proponendo, come misura compensativa, nuove assunzioni di Carabinieri Forestali e un potenziamento del NOE dell’Arma.

Il tutto, in barba anche alla graduatoria già pronta di 500 idonei dell’ultimo concorso di Vice ispettori del CFS che aspettano – invano – di essere assunti. Caro Ministro, gli ex appartenenti al Corpo forestale sono due anni e mezzo che subiscono umiliazioni e vessazioni; sarebbe ora di rispettare le loro professionalità e il loro giuramento, ridandogli la dignità e la divisa calpestata dal Governo Renzi e negata dalla Corte Costituzionale”

LEGGI ANCHE: L’abolizione della Forestale voluta da Renzi è un disastro: in arrivo una legge per rifondarlo

Nel frattempo va avanti la battaglia di alcuni ex appartenenti transitati nein diversi corpi e che si sono ritrovati sotto la sigla “Federazione Rinascita Forestale”: “Il disegno di legge Atto Senato n.1120 del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, che annovera – quale prima firmataria – la Senatrice Isabella Rauti, è stato assegnato in sede referente alle Commissioni riunite 4^ (Difesa) e 9^ (Agricoltura).
L’esame del provvedimento non è ancora iniziato, ma un altro importante germoglio nel percorso di ripristino del Corpo forestale dello Stato è stato messo a dimora”

Sotto, nelle foto allegate, il testo integrale del progetto di legge.

 

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