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Il Pd sceglie Mattarella, prima fumata nera.
29 Gennaio 2015 – Nell’Aula di Montecitorio la prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica: non scatta il quorum, fumata nera a primo voto.

Terminata nell’Aula di Montecitorio la prima votazione per eleggere il presidente della Repubblica, lo spoglio che è pubblico e viene svolto dalla presidente della Camera Laura Boldrini.

Un lungo applauso dell’Aula di Montecitorio ha segnato l’ingresso del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Il lungo applauso si è ripetuto quando il senatore a vita ha deposto la sua scheda votata nell’urna, avviandosi verso l’uscita e salutando tutti.

Sergio Mattarella è “una persona di assoluta lealtà, correttezza, coerenza democratica e alta sensibilità costituzionale”. Così risponde l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai giornalisti che lo interpellano all’uscita dall’Aula dopo il primo voto per il Colle. “Sono contento in linea di principio di chiunque sia il mio successore”, ha risposto Napolitano a chi, all’uscita dall’Aula, gli domanda se sia contento della candidatura al Colle di Sergio Mattarella.

Sì all’unanimità del Pd a Sergio Mattarella (PROFILO) come candidato alla presidenza della Repubblica. Matteo Renzi ha ufficializzato il nome del giudice della Corte Costituzionale all’Assemblea dei grandi elettori Dem ai quali ha chiesto responsabilità e un voto per sigillare la scelta.

Il leader di FI all’assemblea dei grandi elettori azzurri nel palazzo dei gruppi di Montecitorio. “L’accordo con Renzi si è fermato a metà strada voteremo scheda bianca alla quarta votazione”, ha detto Silvio Berlusconi all’assemblea dei grandi elettori FI. “Abbiamo evitato i segretari del Pd ma non un nome condiviso, vediamo se hanno i voti per eleggerlo da soli, noi votiamo scheda bianca”. “Questa situazione segna comunque un altolà al patto del Nazareno”, ha detto ancora Berlusconi all’assemblea dei grandi elettori Fi. “Non siamo noi a non aver rispettato il patto ma Renzi”, ha detto poi Berlusconi.

Boschi, Fi e Ap non hanno chiuso del tutto – “Ap e Fi non hanno chiuso del tutto, hanno dato indicazione fino alla terza votazione e poi, dalla quarta vedremo. Mancano tre giorni che in politica sono un’era geologica”. Lo dice in Transatlantico il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che aggiunge: “il quarto scrutinio non c’è ancora un’indicazione da nessun gruppo”. “Area Popolare adesso è riunita e Forza Italia ha preso del tempo” sottolinea Boschi che, alla domanda se possano esserci contraccolpi per le Riforme aggiunge: “ora eleggiamo il Capo dello Stato. Mattarella è una persona molto stimata da tutti e c’è un ottimo clima nel Pd. Poi vedremo sulle riforme”.

“Non possiamo fallire”, è l’appello del premier ai Grndi elettori Pd invitati tutti all’unità. “Non ci deve essere spazio – avverte – per i giochini del dopo. Se si sceglie un candidato si vota quel candidato”. “Il Colle non è un passaggio per cui ci divertiamo a fare i nomi. Chi vuole bruciare i nomi fa i falò”.

“Chiedo la massima franchezza tra di noi – è l’appello del premier – mostrando cura delle istituzioni. Non è un momento come gli altri: se falliamo non sarà una normale sconfitta parlamentare”.

Poi un l’elogio di Mattarella: “Sergio Mattarella – dice Renzi – è uomo della legalità, della battaglia contro le mafie e della politica con la P maiuscola”. “Mattarella è giudice costituzionale, noi stiamo cambiando la Costituzione. Mattarella è difensore della Costituzione che non significa imporne l’intangibilità ma essere capace di difenderla e valorizzare i processi di transizione nel pieno rispetto delle regole”.

Renzi in mattinata ha riunito il vertice del Pd a Palazzo Chigi e ha incontrato, poco prima, anche Raffele Cantone, pm, responsabile dell’autorità anti-corruzione.

Prima della riunione dei Grandi elettori Pd Romano Prodi si chiama fuori sottolineando di non volere che il suo nome sia divisivo e l’ok a Mattarella arriva anche da Pierluigi Bersani, Anna Finocchiaro e dal leader di Sel Nichi Vendola.

Bersani, Mattarella? Sì se responsabili – “Se tutti sono responsabili ce la si fa comunque”. Così Pier Luigi Bersani aveva detto in Transatlantico a proposito della candidatura di Sergio Mattarella. “Berlusconi? – ha aggiunto – Farà quello che vuole, noi abbiamo già tanti problemi…”.

Prodi, non sarò elemento di divisione – “Io posso essere un segno di contraddizione ma non voglio essere uno strumento di divisione”. È quanto dichiara Romano Prodi con riferimento alla elezione alla Presidenza della Repubblica.

I Cinquestelle hanno scelto su Internet il loro candidato su una rosa di 9 e voteranno Ferdinando Imposimato.

(fonte ANSA)

A.P.

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