Il prefetto espelle profugo per motivi di droga ma il Tar lo riammette: “Accuse deboli”

Amareggiato il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio: «È una sentenza che non dà un bell’esempio. Siamo per l’accoglienza regolare che rispetta la legge. Una persona che delinque non può entrare o rientrare nel circuito dell’assistenza. La leggo come una sconfitta». Furono due le segnalazioni delle forze dell’ordine a carico del gambiano nell’ottobre 2017. Denunce poi sfociate nella revoca impugnata dall’immigrato con due motivi sostanziali: «La condotta, anche se venisse accertata, non potrebbe in ogni caso portare alla revoca delle misure di accoglienza; nel caso in esame non si sarebbe verificata alcuna grave o ripetuta violazione delle regole di convivenza della struttura in cui è collocato, ma una condotta avvenuta fuori dalla struttura stessa».

Al di là delle argomentazioni della difesa, il Tar ha ritenuto deboli le accuse. «L’istruttoria non ha fornito alcun supplemento ai generici addebiti mossi e posti a fondamento della revoca delle misure di accoglienza, essendovi, sia nel provvedimento impugnato, sia negli altri atti depositati, solo un ripetuto, astratto e generico cenno al deferimento per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti – si legge nella sentenza – ma senza alcuna descrizione delle concrete condotte contestate, e senza che vengano chiarite le circostanze di tempo e di luogo in cui queste si sarebbero verificate». Accuse troppo vaghe insufficienti a privare il rifugiato del diritto all’ospitalità nei centri di accoglienza. Può essere accolto di nuovo e l’avvocato glielo paga lo Stato. Fonte: IL TIRRENO

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