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PISA. Allontanato dal centro di accoglienza dopo essere stato trovato in possesso di droghe leggere, non solo il migrante ha riottenuto il diritto a ripresentarsi nella struttura con tutte le garanzie di legge a chi ha lo status di rifugiato, ma lo Stato gli pagherà anche l’avvocato.

È la storia di un gambiano fermato con alcune piantine di marijuana. Una quantità minima al di sotto della soglia oltre la quale arrivano le manette. Quanto basta, però, per far scattare una denuncia per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Un caso come tanti, ma con una particolarità. Il destinatario della denuncia era un richiedente protezione internazionale che dopo la denuncia si era anche visto buttare fuori dal centro di accoglienza per migranti di Arena Metato a San Giuliano Terme. Un rifugiato pizzicato dalle forze dell’ordine con un po’ di erba.

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Un peccato all’apparenza veniale per il quale non c’erano contestazioni di spaccio. Il guaio casomai era l’effetto collaterale. Quello della revoca dell’ammissione nel centro di prima accoglienza. Uno arrivato con i barconi, stremato e bisognoso di aiuto che poi viene sorpreso a trafficare droga, anche se leggera, per la prefettura non meritava un’accoglienza. E così nell’aprile scorso da Palazzo Medici era partito il decreto di revoca del gambiano dal centro San Jacopo. Nel Paese dei ricorsi, però, tutto può succedere. Anche che lo Stato nelle sue articolazioni prima decida una cosa e nel giro di qualche mese l’esatto opposto. È successo per il giovane che ha vinto il ricorso al Tar contro la revoca dell’accoglienza tornando allo status di rifugiato da inserire di nuovo nel circuito dell’accoglienza.

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Il gambiano, messo alla porta il giorno della denuncia e non più accolto nel centro gestito dalla Croce Rossa, non solo ha avuto soddisfazione sul punto contestato rientrando a pieno titolo tra gli aventi diritto al soggiorno nel centro. I giudici amministrativi gli hanno anche riconosciuto l’accesso al gratuito patrocinio. E così i quasi 1.500 euro di notula al legale verranno pagati dal ministero della Giustizia.

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