Il terremoto giudiziario che rischia di travolgere l’Arma dei Carabinieri inguaiata dal Giglio Magico di Renzi

Prima il Comandante Generale del Comando dei carabinieri, il generale Tullio Del Sette, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. E con lui il generale che guida i carabinieri della Toscana, Emanuele Saltalamacchia. Poi il capitano del Noe che ha fatto le indagini, Gianpaolo Scafarto, indagato per falso, per avere alterato una informativa consegnata all’autorità giudiziaria. E il suo vicecomandante, il colonnello Alessandro Sessa, finito sul registro degli indagati per depistaggio.

Ma nell’affaire Consip sono coinvolti anche il numero uno del Noe, Sergio Pascali, il Capo di Stato Maggiore dell’Arma, il generale Gaetano Maruccia, e il comandante provinciale di Napoli, Ubaldo Del Monaco.

Insomma, l’affaire Consip rischia di terremotare Viale Romania, il Comando generale dell’Arma dei carabinieri, mai finito così in fibrillazione come dai tempi della P2 quando si scoprì che alcuni suoi vertici erano iscritti alla massoneria deviata mentre altri in quegli anni Settanta furono sospettati di tramare con i golpisti.

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