Il terremoto giudiziario che rischia di travolgere l’Arma dei Carabinieri inguaiata dal Giglio Magico di Renzi

Sembrava un passato consegnato alla storia e invece di nuovo il Comando dell’Arma è finito al centro di una delicatissima inchiesta giudiziaria su una fuga di notizie che, gestita dalla Procura di Roma di Giuseppe Pignatone, è giunta probabilmente a una svolta.

Sembrava che altri fossero gli obiettivi di questa inchiesta. Che l’attenzione si fosse concentrata solo sul “falso” del capitano Gianpaolo Scafarto che decise di falsificare la sua informativa finale su Consip, facendo emergere da una intercettazione ambientale la conferma che l’imprenditore Alfredo Romeo si incontrò con Tiziano Renzi, il papà dell’ex premier Matteo.

E invece, in questa fase delle indagini, la Procura sta verificando le posizioni degli indagati per la fuga di notizie, cioè il ministro dello Sport, Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma, il generale Tullio del Sette, il comandante dei carabinieri della Toscana, il generale Emanuele Saltalamacchia.

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