Diniego all’accesso all’hotspot e al centro di accoglienza, il Sap scrive al Capo della Polizia

La denuncia del Sindacato Autonomo di Polizia. A riportarlo è lo stesso sindacato in una nota che spiega di essersi visto negare l’accesso all’Hotspot di Pozzallo nonchè al centro di accoglienza di Cifali, impedendoci in tal modo di verificare le condizioni dei luoghi ove prestano servizio i poliziotti

“Riteniamo che questa sia una palese violazione del diritto a svolgere la nostra funzione di rappresentanza e tutela del personale. Per questo motivo abbiamo scritto al Capo della Polizia”

Da qui, la nota del segretario Stefano Paoloni al Capo della Polizia Franco Gabrielli: “Signor Capo della Polizia, sono obbligato a sottoporre alla Sua attenzione un grave episodio lesivo delle prerogative di questa Organizzazione Sindacale nello svolgimento della propria funzione di rappresentanza del personale.

Nell’ambito di una serie di incontri effettuati presso uffici di polizia della Sicilia è stato impedito allo scrivente l’accesso nell’hotspot di Pozzallo nonché nel centro di accoglienza di Cifali, in provincia di Ragusa.

È necessario precisare che presso entrambi i siti il servizio di vigilanza è effettuato da operatori della Polizia di Stato mentre presso l’hotspot sono stati predisposti alcuni uffici di polizia nei quali presta servizio con continuità personale della polizia scientifica e dell’ufficio immigrazione (…)

La possibilità di verificare le condizioni di servizio nei luoghi di lavoro è alla base dell’attività di rappresentanza e nel caso de quo non sussistevano motivi ostativi ad un accesso che in alcun modo avrebbe interferito con la regolare attività di servizio. Infatti, come ricordato in premessa, trattasi di luoghi nei quali gli operatori di polizia prestano servizio in modo permanente e continuativo. Pertanto non vi erano profili di urgenza o straordinarietà idonei a giustificare tale diniego”

“riteniamo sia stato leso il diritto di questa Organizzazione Sindacale a verificare le condizioni dei luoghi di lavoro nei quali prestano servizio i nostri colleghi, in particolare la salubrità dell’ambiente e la presenza dei necessari dispositivi di protezione individuale”

“Inoltre, il diniego risulta ancora più ingiustificato in considerazione dall’emergenza sanitaria in atto che, come noto, non risparmia il fenomeno migratorio: basti pensare che al momento della visita la struttura di Cifali ospitava 15 soggetti positivi al Covid-19.

Pertanto Le chiediamo di voler adottare le opportune determinazioni tese ad assicurare a questa Organizzazione Sindacale il corretto svolgimento di attività strumentali e indispensabili ad un regolare espletamento della mission sindacale e della funzione di RLS come previsto dal vigente ANQ all’art 23 e alla relativa circolare esplicativa. Considerata la gravità dell’episodio segnalato si resta in attesa di un cortese urgentissimo riscontro”

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