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E’ una storia triste, l’ennesima, quella che apprendiamo dai giornali online. Emanuele Vezù, 56 anni e due figli adolescenti,  imprenditore di Perara di Vigonza, in provincia di Padova, fondatore di Italservice (attiva nella produzione di elettrodomestici e accessori elettrici) si è suicidato a causa della crisi. L’uomo è stato ritrovato con una corda attorno al collo dalla moglie, allertata da un collaboratore che non riusciva a trovarlo. La sua storia è raccontata al Corriere della Sera dalla stessa moglie, Elena Grassetto “Credevo che Emanuele avesse dimenticato il cellulare da qualche parte. Così ho raggiunto la ditta con la copia delle chiavi. Appena sono entrata ho visto mio marito. Era lì… Il nostro dipendente mi ha solo detto di non toccarlo…!

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Da un po’ di tempo i conti erano in rosso e le prospettive non erano buone. All’inizio le cose andavano bene. Poi negli ultimi anni il fatturato ha iniziato a calare, abbiamo chiuso in rosso e per sanare i conti ci abbiamo messo dei soldi di tasca nostra. Era chiaro che presto avremmo dovuto decidere se valeva la pena continuare, oppure chiudere definitivamente

Per il fratello di Emanuele, 57 anni e con due figli, le difficoltà dell’azienda sono legate all’e-commerce, “perché l’avvento di Internet ha cambiato il mercato”. La moglie continua: “Per come la vedevo io, non era un dramma: aveva già ricevuto offerte di lavoro, stavamo per pagare l’ultima rata del capannone e nel frattempo l’avevamo già messo in vendita. Ma per mio marito era diverso. Evidentemente ha vissuto l’eventuale messa in liquidazione della Italservice come un fallimento personale”

Secondo l’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” istituito presso l’Università privata Link Campus, con sede a Roma, sentita dal Giornale, i suicidi per motivi economici contati a partire dal 2012 si aggirerebbero attorno ai 1000.

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