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Germana Stefanini, nata a Roma il 9 luglio 1926, vigilatrice penitenziaria del carcere di Rebibbia, venne uccisa il 28 gennaio 1983 a Roma da una cellula romana delle Brigate Rosse (inizialmente denominatasi Nuclei per il potere del proletariato armato).

Germana Stefanini ha 57 anni e lavora nel carcere di Rebibbia in qualità di vigilatrice penitenziaria. Un commando la blocca all’ingresso del palazzo e la fa salire in casa sua. Dopo aver messo a soqquadro l’appartamento i terroristi la sottopongono ad un interrogatorio La donna viene picchiata selvaggiamente. E’ condannata a morte per la sua “funzione repressiva … a spese dei prigionieri proletari comunisti”. Al termine dell’interrogatorio la donna viene fatta salire su una Fiat 131 rubata. Le viene chiesto di entrare nel bagagliaio. Un colpo alla nuca pone fine alla sua vita.

L’interrogatorio dei terroristi serviva per estorcerle informazioni sull’organizzazione carceraria e venne registrato su audiocassette, rinvenute successivamente durante le indagini della polizia. Per puro caso, un’altra Vigilatrice penitenziaria, vicina di casa della Stafanini, non è stata anch’essa rapita e probabilmente uccisa, perché doveva assistere suo figlio con l’influenza e non ha aderito all’invito della Stefanini di recarsi in casa sua. I terroristi erano in casa della Stefanini ad aspettare anche lei. – Dalla pagina POLIZIA PENITENZIARIA e www.penitenziaria.it che ringraziamo

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