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“SI DAI ADESSO MI DIRAI CHE LA MIA SARÀ LA CLASSICA CRISI DEL 7º ANNO, CHE SONO IL SOLITO NOSTALGICO DEL CAVOLO, CHE COMUNQUE SEI SEMPRE CON NOI, CHE QUANDO PARLIAMO DI TE CI SCAPPA SEMPRE UNSORRISO….PERÓ TE LO DICO FRANCAMENTE MI MANCHI ANZI CI MANCHI. FANCULO ROMOLO #2555GIORNIDIASSENZAPESANO

*Riceviamo e pubblichiamo volentieri il ricordo di Romolo Spezzi, sovrintendente della Polizia di Stato scomparso a soli 42 anni

(*nazzareno) Ci sono storie che valgono la pena essere raccontate, in mezzo all’indifferenza all’aridità dei giorni nostri sempre più isolati nell’ egoismo quotidiano. Storie che non sono messe in piazza come reality da show businnes, ma che vivono nel ristretto cerchio delle amicizie, della solidarietà, dei valori condivisi che ancora resistono ed arrancano nella nostra società.

Questa è la storia di Romolo Spezzi, Sovrintende della Polizia di Stato, alla Questura di Pesaro.

Nel 2008, una sentenza inappellabile legava la sua vita al filo invisbile della speranza di un trapianto. Trapianto di entrambe i polmoni per essere chiari. Non una passeggiata di salute. Amaramente e non senza difficoltà è costretto a lasciare la divisa, il lavoro che ama, lavoro che lo porta insieme alla (monumentale) moglie, ad aprire un negozio in Via Giolitti di articoli militari, conosciuto da tutti gli appassionati del settore. Davanti al futuro suo, della moglie Melania e dei due figli, Francesco e Simone il salto nel buio…..sperare. sapere inevitabilmente che il tuo futuro dipenderà dall’infelicità di un’altra famiglia. D’altronde i polmoni o li trovi veri….. o niente. Una lunga trafila di ospedali, fino al Policlinico di Padova, l’incontro con il Prof. Rea, la speranza nel futuro.

Ma intorno a Romolo si materializza complice la tecnologia, il social network Facebook, un gruppo: “quelli che aspetteranno che Romolo torni in Volante”, che nasce spontaneamente e vede le adesioni di parecchie persone anche estranee alla polizia, persone trapiantate che hanno avuto l’esperienza cui Romolo si affaccia, amici virtuali che pian piano cominciano ad essere vicini a lui alla sua famiglia ed al dramma che improvvisamente si materializzava sul suo futuro.

Mesi passati tra ricoveri a Padova, analisi accertamenti, momenti di speranza e momenti di tonfi umorali. Ma sempre con i suoi amici vicino. La volante che nei turni non mancava mai di passare a trovarlo, certi di trovare lui un buon caffè un pezzo di dolce e di portargli ancora il calore che la pantera della volante del 113 lui manteneva dentro.

Il 1 novembre scorso la fatidica chiamata, i polmoni ci sono. Ma un destino beffardo sembra ancora soffiargli contro: c’è un ragazzo messo peggio, e vedendo lui e pensare al peggio…..ci rimaneva difficile immaginare, che necessita dei polmoni. Non se ne fa nulla. Torna a casa, sconsolato ed il gruppo degli amici si fa ancora un’altra volta in quattro per sostenerlo, anche se è veramente più arduo essere convincenti e dirgli “dai che si risolve tutto”.

Arriva Natale, l’inverno pesarese di quest’anno non lo agevola, il fiato si fa sempre più corto e la voglia di uscire sempre più rara. Immaginate voi cosa sia uscire con una bombola di ossigeno sulle spalle, i respiratori, la paura dell’affano e anche la dignità di farsi vedere così, tu che fino all’altro ieri correvi sulla tua volante della Polizia in aiuto degli altri. Oggi invece sei tu a dover aver bisogno.
Ma sabato 6 febbraio si materializza il miracolo. Alla moglie Melania arriva la fatidica chiamata, c’è la disponibilità piena di due polmoni per il marito.

Comincia silenzioso, dapprima per volontà di Romolo, il tam tam degli amici che cominciano a mobilitarsi per agevolargli il viaggio, la volante sotto casa lo accompagna al casello dell’autostrada, la polstrada vigila ogni suo chilometro sempre pronta ad intervenire in caso di necessità, la questura di Padova colloca una pantera al casello che lo scorterà fino all’ospedale, figlia di quella fratellanza che la famiglia Polizia sa mettere in campo nei momenti di necessità.

Alle 18.00 l’equipe medica parte alla volta di Genova alla volta dell’ignota e sfortunata donatrice. Il cellulare di Romolo e dei suoi amici più stretti comincia a bollire, tutti vogliono sapere, tutti vogliono dirgli che sono con lui. Al suo fianco instancabile c’è la moglie, una maschera di ghiaccio, un supporto unico insostituibile, monumentale.

Alle 2 di notte Romolo saluta tutti entra in sala operatoria. Alle 6 in una anonima ghiacciaia arrivano scortati i due agognati “ricambi”, alle 9.30 il primo polmone è impiantato, alle 12.20 il secondo. Il miracolo prende forma verso le 14 Romolo è in rianimazione, respira senza ausilio di ventilazione forzata.

Noi amici, qui a Pesaro, in tutta Italia, incrociamo messaggi, telefonate, pianti, abbracci virtuali, Romolo ha vinto la sua sfida con la vita, Noi abbiamo vinto la nostra lontananza, la nostra solidarietà ci ha stretti in un abbraccio ideale che va da Pesaro a Palmi, passando per Bari Taranto, Treviso, Roma, e quante altre ne dimentico.

Il 7 febbraio Romolo rinasce un’altra volta oltre al suo compleanno festeggerà un’altra data, la sua rinascita.

Come amici siamo immensamente felici, riconoscenti al Professor REA e all’equipe medica dell’Ospedale di Padova, dal primario all’infermiere, dal portantino al portinaio.

Rivolgiamo un pensiero alla donatrice, alla sua famiglia che rimarranno nell’ombra dell’anonimato: una sola parola che forse raccoglie tutti i nostri pensieri GRAZIE. Un gesto d’amore infinito, un gesto che rimarrà nella vita di Romolo e della sua famiglia un gesto di vita di solidarietà di speranza.
Romolo c’è e noi con lui.

(scritto da nazzareno per gommoni e motori – 21/05/2010 )

“Ben tornato Sovrintendente SPEZZI” Poi, un giorno come un altro, arriva la notizia. Quella che oramai, nessuno si sarebbe più aspettato.

Resto del Carlino. Pesaro, 17 maggio 2010 – “E’ deceduto ieri sera, nell’Ospedale di Padova, ove si trovava ricoverato per accertamenti, il vice Sovrintendente Romolo Spezzi. Lascia una moglie, Melania Fabi, e due bambini, Francesco e Simone. Spezzi aveva 42 anni. Da tempo era malato ed a seguito di trapianto polmonare sperava in un definitivo recupero.
Prestava servizio nella Polizia di Stato da 16 anni e da tre anni era impiegato quale capo pattuglia nelle volanti di Pesaro. “Era una persona di elevate doti morali e professionali – si legge in una nota della Questura di Pesaro -, era ben voluto dai colleghi e particolarmente stimato dai superiori. La notizia ha destato in tutti i poliziotti e negli amici profondo dolore”.

A sette anni di distanza nessuno lo ha dimenticato. La bacheca Facebook di Romolo, ancora attiva, ospita il saluto ed il pensiero dei suoi amici. Come quello del suo amico storico e collega di lavoro Pierpaolo Frega, che riportiamo di seguito:

“SI DAI ADESSO MI DIRAI CHE LA MIA SARÀ LA CLASSICA CRISI DEL 7º ANNO, CHE SONO IL SOLITO NOSTALGICO DEL CAVOLO, CHE COMUNQUE SEI SEMPRE CON NOI, CHE QUANDO PARLIAMO DI TE CI SCAPPA SEMPRE UNSORRISO….PERÓ TE LO DICO FRANCAMENTE MI MANCHI ANZI CI MANCHI. FANCULO ROMOLO #2555GIORNIDIASSENZAPESANO

 

 

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