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“Se non ci sono state vittime lo dobbiamo al coraggio e organizzazione degli uomini dell’Arma della Compagnia di San Donato Milanese. Un’operazione che assomiglia a quella che si vede nei film. Hanno preso la decisione di intervenire e per fortuna che l’hanno fatto, perché l’intento stragista era partito”. Sono queste le parole del procuratore di Milano Francesco Greco riprese dal sito MilanoToday e che, in serata di mercoledì, ha raccontato nei dettagli i terribili fatti della Paullese, dove un autista 47enne ha preso in ostaggio 51 ragazzi e gli insegnanti (due professori e una collaboratrice scolastica), facendo loro vivere attimi di puro terrore. Dovrà rispondere di tentata strage, incendio, sequestro di persona e resistenza con l’aggravante delle finalità terroristiche.”

“L’uomo ci ha detto che ci pensava da giorni e dice di aver fatto tutto da solo, di non aver avuto nessuna direttiva. Era esasperato dalla situazione migratoria”, ha spiegato ancora Nobili. “Aveva registrato un video diffuso tra gli amici a Crema e in Senegal per dire “Africa sollevati”: non venite più in Europa. Diceva che voleva andare a Linate per un gesto dimostrativo ed eclatante. Voleva che tutto il mondo parlasse di lui e dei migranti”, ha proseguito il procuratore.

Al momento non è “assimilabile” il suo gesto allo stragismo islamico: è “lupo solitario ma non ha mai parlato di Isis”. L’uomo – ha spiegato Nobili – non “ne poteva più di vedere i migranti morti in mare”. È accusato di strage, ma paradossalmente “voleva fermare una strage”.

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