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polizia 4Il rom in lacrime dopo l’arresto: “Non avevo la patente, ho perso la testa”. Ma la sorella lo consola: “Farete poca galera”

“Tranquilli, tanto fate poca galera”. Quello pronunciato ai microfoni di Dalla vostra partedalla sorella di Antony, il 17enne di origini rom arrestato per aver investito un gruppo di persone a Boccea, uccidendo una donna filippina, Corazon Peres Abordo, e ferendo altri otto passanti, è il macabro presagio di quello che potrebbe capitare.

Assassini rom che, dopo una manciata di mesi di carcere, sono di nuovo in libertà.

Non sarebbe la prima volta che capita. Anche perché, in questo caso, uno dei due assassini è pure minorenne.

“Quando ho visto la polizia sono scappato perché non ho la patente, ho accelerato e non sono riuscito più a fermarmi – commenta Antony – ho perso la testa, ho visto la gente che volava davanti alla macchina, non ho capito più nulla, ho avuto paura e sono fuggito dall’inferno che avevo provocato. È stata una reazione istintiva”. Sono poche le dichiarazioni del rom, riportate dal Messaggero, prima della decisione di fare scena muta davanti al pm. I due fratelli, arrestati per l’omicidio colposo di Corazon Peres Abordo, hanno infatti deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Alla guida dell’auto c’era proprio Antony, che ha due anni in meno del fratello Samuel. Dopo aver ammazzato la filippina, i due sono fuggiti e si sono nascosti per alcuni giorni nel campo nomadi in cui vivevano con i genitori.

“Siamo rimasti nascosti perché dopo quello che era successo la gente ci avrebbe ammazzato – ha raccontato Antony -i siamo nascosti perché avevamo paura”. A convincerli a consegnarsi alla polizia sarebbe stata la madre. Ma, all’interno della stessa famiglia di Antony, non tutti la pensano allo stesso modo. La sorella, per esempio, si augura che i due facciano “poca galera” per poi tornare in libertà: “Non devono mettersi a piangere, non devono disperarsi perché avranno una pena bassa. Dal carcere si esce…” (guarda il video).

Continuano intanto le indagini per verificare la presenza di un quarto uomo nell’auto. Le verifiche si concentrano proprio sull’individuazione di una quarta persona, che sarebbe fuggita a piedi e che continuerebbe a essere protetta. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e raccogliendo nuovi elementi per trovare riscontri a quanto già in possesso e fare definitivamente chiarezza sulla vicenda. Si traccia anche il profilo dei due fermati, dei familiari e delle persone a loro più vicine: i fratelli passavano le giornate soprattutto a raccogliere ferro e altri oggetti buttati nei cassonetti per rivenderli nei mercatini. Il maggiorenne avrebbe precedenti per rapina, ricettazione e furto. Il minorenne per furto, resistenza apubblico ufficiale, possesso di arnesi atti a offendere (per lo più i cacciavite usati per i colpi negli appartamenti). Entrambi hanno numerosi alias. Chi indaga, inoltre, sta cercando di far luce anche sul perché il17enne alla guida della Lybra abbia accelerato a tutta velocità dopo l’alt intimato dalla volante della polizia.

3 giugno 2015

IlGiornale

ER

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