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Incontro in Campidoglio tra Beppe Grillo, e Virginia Raggi, che avrebbe ricevuto i complimenti da parte del leader del M5S per il lavoro svolto nella Capitale. “Ho visto che state facendo tantissime cose. Roma sta finalmente rinascendo: si iniziano a vedere i risultati”. “Sei una roccia” avrebbe detto della sindaca Grillo, constatando anche che nella città “c’è più pulizia”. “La macchina si è finalmente avviata” avrebbe aggiunto Grillo che ha rivelato di aver “visto per strada le spazzatrici elettriche: sembrano un sogno”.

Post su Fb di Grillo: ‘Elezioni a giugno,pazienza italiani ha limite’ – “Gli italiani porteranno ancora pazienza, perchè noi italiani siamo così, siamo persone per bene. Ma tutto ha un limite. Il limite è settembre, quando i parlamentari, dopo tutta questa farsa, si intascheranno finalmente la pensione. A quel punto la pazienza sarà esaurita. Ci sarà l’armageddon dei partiti”. E’ quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo dal titolo “La pazienza degli italiani ha un limite #LasciatemiVotare”, ribadendo il voto a giugno. Il post si chiude sulla falsariga di “L’italiano” di Toto Cutugno.

Il leader del M5s non ha mancato di ironizzare sul segretario del Pd prima di andare in Campidoglio per incontrare Virginia Raggi. “Voglio lanciare un appello a Renzi- ha detto Grillo – il Paese prima di sprofondare ha bisogno di un tuo aiuto, l’ultimo contributo prima di sprofondare nell’abisso”. Così l’ironico appello lanciato da Beppe Grillo al segretario del Pd prima di andare al Campidoglio.

“Se è vero che la pazienza è la virtù dei forti – premette il post – gli italiani sono i più forti del mondo. Stanno dimostrando una calma incredibile nei confronti del governo e del partito che il governo ce l’ha in mano: il Pd. Pensate per un attimo a quello che stiamo subendo. Il Paese sta sempre peggio: disoccupazione, povertà, debito pubblico, imprese che chiudono, licenziamenti, pensioni da fame, giovani che fuggono.Uno scenario apocalittico. Da quando è iniziata la legislatura, durante la quale si sono succeduti tre premier che non hanno avuto alcuna legittimazione popolare, il Pd di governo si è occupato solo di salvare le banche demolendo i risparmiatori, di fare favori alle lobby del gioco d’azzardo e del petrolio, di fare tagli alla sanità e alla scuola, di abolire i diritti dei lavoratori, di fare una riforma costituzionale dannosa e giustamente bocciata dagli italiani, di fare una legge elettorale antimovimento5stelle salvo ripudiarla quando si sono resi conto che così non era e infine vederla demolita dalla Consulta. Quattro anni buttati al cesso”.

“Quattro anni – insiste – di megastipendi a deputati e senatori che hanno lavorato solo per i propri partiti pigiando bottoni a chiamata. Quattro anni di rimborsi elettorali: 45,8 milioni di euro solo per il Pd. Dopo il 4 dicembre hanno detto che sarebbero andati via e che si sarebbe votato e invece ecco Gentiloni. E dagli italiani pazienza. Gentiloni doveva essere temporaneo e invece ora il Pd lo ha blindato garantendo che arriverà fino al 2018. E ancora pazienza. In questi giorni si sta consumando la scissione del Pd. Mentre il Paese si disintegra, il presidente del Consiglio si trastulla insieme al partito di governo in una spartizione di poltrone e poteri personali. L’italiano guarda, forse impreca, ma porta ancora pazienza, si rimbocca le maniche e continua ad andare avanti, ha altro a cui pensare; ‘la troveranno una soluzione’ pensa, ‘mi lasceranno votare prima o poi’. Non sarà così. I mesi che ci attendono saranno devastanti. Il Pd non ha nessuna soluzione per il Paese, pensano alle banche degli amici, alle multinazionali che li finanziano e alle poltrone di parenti e colleghi. Gli italiani porteranno ancora pazienza, perchè noi italiani siamo così, siamo persone per bene. Ma tutto ha un limite. Il limite è settembre, quando i parlamentari, dopo tutta questa farsa, si intascheranno finalmente la pensione. A quel punto la pazienza sarà esaurita. Ci sarà l’armageddon dei partiti. L’italiano vorrebbe evitare di perdere le staffe, “lasciatemi votare” pensa “lasciatemi votare e fatemi scegliere il futuro che voglio per il Paese. Non tirate troppo la corda” Non provocate oltre il popolo. Si può andare al voto a giugno approvando la proposta del M5s per la legge elettorale a marzo e ad aprile sciogliere le camere. Se andate oltre (con le vostre beghe, con un premier invisibile, per prendervi la pensione) gli elettori se lo ricorderanno”. Quindi i “versi” sulla falsariga della canzone di Cotugno: “Lasciatemi votare/con la matita in mano/lasciatemi votare/un programma serio e sano/Lasciatemi votare/perché ne sono fiero/ sono un italiano/un italiano vero”.

Fonte Ansa

Roma, 21 febbraio 2017

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