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“E adesso arrestateci tutti”. Sul caso dei 150 migranti ancora bloccati sulla nave Diciotti al porto di Catania c’è odore di bomba giudiziaria.

Secondo alcune indiscrezioni, l’indagine della Procura che ha aperto un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti starebbe puntando dritta verso il Viminale, dal momento che il divieto di sbarco è partito proprio dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Che a sua volta, in queste ore, sta ripetendo all’Italia: “Arrestatemi, io non mi fermo”.

Secondo Alessandro Meluzzi, sul Tempo e ripreso da LiberoQuotidiano, la vicende della Diciotti è nebulosa (“Perché era in acque maltesi?”) e grave: “Stavolta il traghetto non è un’imbarcazione prezzolata di una Ong sorosiana ma un naviglio della gloriosa capitaneria di porto che, senza comunicare ai ministeri competenti l’azione in corso, ha prelevato i migranti apprestandosi a scaricarli nei porti italiani”.

E visto come l’Unione europea, invocata da più parti, snobbi e anzi derida gli sforzi italiani di risolvere un dramma internazionale, tanto vale continuare sulla strada della linea dura, costi quel che costi. Fino ad arrivare alla misura estrema, il blocco navale proposto da Giorgia Meloni.

Alla riapertura del Parlamento, auspica Meluzzi, servirà una grande manifestazione collettiva a favore della linea dura di Salvini, un “Arrestateci tutti” “al quale prego che né la mite silenziosità di Mattarella né la magistratura democratica né la mitezza arrendevole di Conte, potrebbero porre un argine”.

Si tratta, sottolinea l’editorialista, di “ripristinare la democrazia per la quale la maggioranza dei cittadini ha diritto di esprimersi”. Se andrà male, Salvini avrà comunque un’arma in pugno: “ribaltare il tavolo e decidere di riscuotere immediatamente il consenso raccolto anche in quest’ultima fase politica con nuove elezioni, magari in coincidenza delle prossime europee o anche prima”.

Elezioni che si trasformerebbero in un “bel referendum tra gli italiani per sapere se vogliamo qui qualche milione di afro-islamici illegali in arrivo o se scegliamo la linea della no way australiana che ha portato in due anni a 0 le migrazioni illegali in questo civilissimo paese”.

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