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Incredibile morte di un giovane ragazzo di 35 anni, Stefano Ciabò, di Monteprandone, nell’ascolano, che però attualmente si trovava all’estero, in Bulgaria, nel distretto di Kjunstendil, al confine con la Macedonia.

Da tre giorni avrebbe avuto un infarto in corso ma ne aveva sottovalutato i sintomi. Ma proprio questo arresto cardiocircolatorio l’ha ucciso. Non pensava certo che lui, atletico, sportivo e sano, potesse morire per una cosa del genere. Eppure se avesse colto quei sintomi, avrebbe potuto salvarsi.

L’autopsia a cui è stato sottoposto il suo corpo è stata indispensabile per accertare le cause del decesso e per poter rimpatriare la salma. Sul luogo dell’accaduto sono volate nelle scorse ore la madre Germana e la sorella Tina, decise a riportare, quanto prima, il corpo del giovane in Italia. Il padre Goffredo è invece rimasto in Italia. La magistratura sta compiendo gli ultimi accertamenti e le necessarie pratiche burocratiche.

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